Scomparsa Enza Basso Memoli ed il suo domestico Sonu, il mistero rimane

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12 luglio 2007 – 13 luglio 2013. Sei anni di silenzi, attese, speranze e delusioni delusioni. Resta l’angoscia ed un alone di mistero attorno alla scomparsa della Signora Enza Basso Memoli e del suo domestico Sonu. Inghiottiti nel nulla, un buco nero lungo quattro anni. Verità ancora lontana e riflettori che si sono spenti, ormai su uno dei misteri più assurdi ed incredibili del nostro paese.

Per la famiglia Memoli sarà un altro anniversario triste e amaro senza la cara madre. Intanto aumenta l’angoscia per non avere certezze su quanto accaduto quel giorno di luglio. Il 12 luglio del 2007 la Signora Enza Basso e il domestico Sonu sparirono nel nulla dalla casa di famiglia di Cappelle. Da allora, forze dell’ordine e magistratura (che Salvatore Memoli ha più volte ringraziato per l’impegno profuso), non hanno mai smesso di cercare, di indagare, pur non arrivando a nulla di concreto.

Si è parlato e si parla ancora di ipotesi quali il racket dei permessi di soggiorno, dell’immigrazione clandestina. Lo stesso Salvatore Memoli nel suo libro ricco di spunti e riflessioni rivela una sorta di «Gomorra salernitana», laddove analizza un territorio difficile e spesso impenetrabile (si pensi alla Piana del Sele) dove forse si nasconde il bandolo della matassa sul mistero di Cappelle. Ma ora c’è un altro nemico da affrontare quella assuefazione alla notizia, quel silenzio assordante in cui è precipitata la scomparsa nel nulla di due persone. Una indifferenza che fa ancor più paura della tragedia che ha colpito la famiglia Memoli.

Proprio la famiglia è decisa a ripercorrere tutte le strade possibili per ricercare la verità di questa triste vicenda ripartendo dal ritrovamento degli indiani e delle loro famiglie, per avere una spiegazione dal mondo della clandestinità che avrebbe potuto avere interessi.

“Non saranno il tempo e le distanze a limitare il legittimo diritto di avere una risposta, chiara e convincente, e per questo motivo è stato dato incarico all’Avv. Giuliana Scarpetta di ripercorrere tutte le strade investigative e processuali per giungere alla verità – dicono Salvatore,Dante e Maria Luisa Memoli  – Ringraziamo la città di salerno e tutti i nostri amici,ovunque si trovino,per la solidarietà mai negata ed auspichiamo che le istituzioni civili e,soprattutto la Magistratura non cessi di sperare in una ricerca della verità”. 

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