Governo: Comuni e Regioni, preoccupati per risorse. Timori in particolare per iter ddl Delrio e decreto Imu-Tasi

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palazzo_chigiIl decreto legge per garantire ai Comuni le stesse risorse nel passaggio dall’Imu alla Tasi e il Ddl messo a punto dall’ex ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, per “svuotare” di poteri le Province, istituire le Città metropolitane e favorire unioni e fusioni dei piccoli Comuni: sono i principali provvedimenti attesi dagli Enti locali e dalle Regioni, rimasti in attesa di risposta con la fine anticipata del Governo Letta.

In agenda anche altri decreti legge in sede di conversione che, al momento, non vedono la luce per il blocco temporaneo dell’attività politica in attesa della formazione del nuovo Governo. La dilazione dei tempi preoccupa molti presidenti di Regione ed amministratori locali. “Questa instabilità di Governo – ragiona il governatore della Campania, Stefano Caldoro – non ci aiuta, non aiuta il Paese, non aiuta i cittadini.

Mi auguro che il Governo venga fatto con rapidità e sappia rispondere ai problemi del Paese. Non si tratta solo delle grandi riforme necessarie ma anche delle tante risposte che devono avere le Regioni e gli Enti locali. Noi, in particolare, siamo penalizzati da questo blocco dell’attività di governo perché abbiamo due decreti legge in sede di conversione che sono lì, che non riescono a vedere la luce, e senza un Governo non c’è nessuno che li sostiene”.

“Nell’immediato – sottolinea il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola – è necessario chiudere la partita delle delle nuove imposizioni fiscali per evitare che ci sia un aumento delle tasse affidato ai sindaci ma in realtà deciso a livello nazionale”. E il sindaco di Ascoli Piceno e responsabile Finanza Locale di Anci, Guido Castelli: “aspettavamo il decreto Imu-Tasi per poterci predisporre a fare i bilanci, i tempi sono stretti, soprattutto dove si vota in primavera. Invece, ancora una volta, dobbiamo aspettare. L’instabilità politica è sempre un problema”.

Nei giorni scorsi, infatti, al termine dell’Ufficio di presidenza Anci, convocato per discutere delle questioni aperte in materia di finanza locale e dei rapporti con il Governo, il presidente dell’Anci Piero Fassino aveva illustrato i punti salienti dell’intesa raggiunta con l’Esecutivo che avrebbe dovuto concretizzarsi in un apposito decreto legge da varare nel primo Consiglio dei ministri utile. Ma che con la crisi di Governo, ovviamente, non ha visto luce. Il decreto legge promesso dal Governo avrebbe dovuto garantire ai Comuni le stesse risorse del 2013 nel passaggio da Imu a Tasi. Il risultato di non veder diminuite le risorse, per l’anno in corso, è infatti stato già raggiunto, ma non per tutti i Comuni.

“La possibilità di agire dallo 0,1 allo 0,8 sulle aliquote – ha spiegato nei giorni scorsi Fassino – garantisce per circa 7200 Comuni sia la copertura delle detrazioni sia l’eventuale minor gettito. Tuttavia per 730 enti il passaggio da Imu a Tasi registrerà un minor gettito”. Per questo, il Governo aveva assicurato ai sindaci che nel decreto fosse prevista l’istituzione di un fondo perequativo di circa 620 milioni che dovrebbe risolvere la questione.

Altro fronte aperto, quello della trattativa sulle spese per gli uffici giudiziari, somme anticipate ma non restituite dal 2011. Oltre a tutto questo, i sindaci, chiedono che prosegua il percorso delle riforme annunciate, dall’abolizione delle Province, all’istituzione delle città metropolitane. E dal presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Antonio Saitta, arriva un suggerimento al nuovo Esecutivo: “anziché accelerare sul Ddd Delrio, che poi dovrebbe essere molto probabilmente rivisto, dal momento che è di dubbia costituzionalità, meglio rivedere la riforma in modo organico di tutto il Titolo V della Costituzione” anche se alla fine del percorso si decidesse di abolire le Province.

Ottimista il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “sono molto interessato a quello che sta accadendo, avevo un’interlocuzione molto significativa con il Governo Letta e sono convinto che questi rapporti si rafforzeranno con il Governo Renzi. Sono fiducioso sui rapporti futuri tra Napoli e il Governo Renzi”. Sullo sfondo, poi, rimangono gli interrogativi sul destino del Diparto degli Affari Regionali, guidato finora dal ministro renziano Graziano Delrio. Sarà lui ad occuparsi ancora degli Affari Regionali, visto che è ancora in discussione in Parlamento il ddl che porta il suo nome? O il Dipartimento verrà guidato da un altro ministro, visto che il “totoministri” accredita Delrio come sottosegretario alla presidenza del Consiglio? “A noi interessa un interlocutore stabile”, taglia corto Merola. Nei prossimi giorni si comporranno le tessere del nuovo Governo e il quadro sarà chiaro.

Fonte ANSA

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