Appalti pulizia scuole, oggi la marcia dei 24 mila. Dal primo marzo nessuna garanzia

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lsu_scuolaE’ forte il dissenso dei 24.000 addetti ex Lsu e degli Appalti Storici di Pulizia in attesa di un intervento legislativo che proroghi le condizioni degli appalti nelle scuole in scadenza il 28 febbraio prossimo. Una situazione che, se non troverà un esito positivo, provocherà pesanti risvolti occupazionali, sul reddito e sulla salubrità degli ambienti scolastici frequentati da migliaia di bambini e ragazzi.

Centinaia le manifestazioni programmate per oggi in tutta Italia promosse dalle organizzazioni sindacali territoriali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltrasporti Uil a sostegno della complicata vertenza. Dal Nord al Sud sono in corso i presidi davanti le sedi delle Regioni, delle Provincie, dei Comuni delle Prefetture. Lavoratori e sindacati sono in attesa di essere convocati dalle istituzioni locali per trovare una soluzione tampone in attesa che il nuovo Governo Renzi emani un intervento risolutivo.

Proprio oggi il presidente del Consiglio dei Ministri è in visita in una scuola di Treviso; toccante la scena di un’operatrice scolastica che è riuscita a consegnare il volantino sindacale a Matteo Renzi con la speranza che accolga le richieste di nuove garanzie occupazionali e sul reddito drasticamente ridotto a causa dei tagli lineari che hanno riguardato il settore dei servizi di pulizia.

A Torino i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti la sede del Municipio; è stata annunciata la convocazione da parte del Consiglio Regionale. A Bologna sono state già comunicate le riduzioni del personale; chi rimane non raggiunge neanche il monte ore mensile necessario per vivere, con il taglio delle retribuzioni del 60%.

A Firenze alla Casa del Popolo a Elsa è in corso una conferenza stampa indetta dai sindacati per denunciare la grave precarietà in cui versano centinaia di lavoratori in tutto il territorio Fiorentino e Pratese. Centinaia di lavoratori in appalto, soprattutto donne, impiegate con contratti ai minimi salariali in servfizi fondamentali come la salvaguardia della sicurezza igienico-sanitaria all’interno delle scuole.

In Abruzzo a L’Aquila ieri si è svolto un incontro alla Regione; è emerso purtroppo che al momento non è possibile garantire i livelli occupazionali ed i servizi che garantivano la stessa qualità e la sicurezza igienico sanitaria.

Drammatica la situazione al sud, dove prevalentemente le famiglie dei lavoratori in questione sono monoreddito. In Calabria davanti la Prefettura di Catanzaro, Crotone e Vibo gli addetti manifestano in pianta stabile tutta la disperazione del momento. In Sardegna a Cagliari il presidio prosegue nell’auspicio che la direzione scolastica regionale nel programmato incontro del 28 febbraio individui una soluzione definitiva. Anche in Sicilia, a Messina, a Catania, a Ragusa i lavoratori sono uniti nella protesta davanti le prefetture. Analoghe le manifestazioni in Campania, in Puglia e nelle altre Regioni.

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