Geologi, in Italia 500.000 frane delle 700.000 Europee

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“In Europa le frane sono 700.000. Il Paese con il maggior numero è l’Italia, che ne ha 500.000”. Questo quanto emerge dal convegno dei geologi europei a Roma, dove si è fatto il punto sullo stato dell’arte del dissesto in Italia e in Europa, sulla crisi occupazionale e sulle nuove opportunità per la professione. “L’Italia denota una grande incapacità nel programmare – osserva il presidente del Consiglio nazionale dei geologi italiano, Gian Vito Graziano – Tre le cose da fare: nell’immediato puntare sugli investimenti, nel medio termine fornire la giusta consapevolezza alle persone, e nel lungo periodo pensare a una revisione della normativa”. Per Graziano “c’è da piangere” se si pensa al fatto che in Italia “franano alcuni centri storici e preziosi beni culturali tra i più importanti al mondo: da Pompei ad Agrigento, alla Valle dei Templi a Sibari sotto il fango, alcuni siti di enorme valore. E anche la Capitale ha problemi di dissesto. Eppure – rileva Graziano – la prevenzione costa 3-4 volte meno che il dover riparare i danni. Perdipiù in questo modo perdiamo cultura, turismo, immagine”.

Nonostante questo il nostro Paese ha il maggior numero di geologi. ”In Europa dei 30.000 geologi 15.000 sono italiani – spiega Domenico Calcaterra, segretario generale della Federazione europea dei geologi – Con la nuova figura dell’euro-geologo i nostri geologi saranno sempre più richiesti; da quest’anno il Consiglio nazionale dei geologi italiani potrà rilasciare autonomamente il titolo di euro-geologo con il quale il professionista potrà operare sul mercato europeo”. Tra i campi di applicazione soprattutto “le risorse minerarie e le esplorazioni petrolifere”.

Il presidente Graziano ricorda poi che domani sono 70 anni dall’ultima eruzione del Vesuvio. “Non è che sia cambiato tantissimo – dice – del rischio vulcanico sembra ci sia meno consapevolezza”. Per Calcaterra è invece “cambiato qualcosa” se si guarda alla nuova perimetrazione della zona rossa che ha subito “modifiche sensibili” e al fatto che “in Campania si parte con un bando per un finanziamento ad hoc per aiutare i comuni che dovranno avere un Piano pronto entro dicembre 2015″. Calcaterra fa presente che a Napoli oltre al Vesuvio ci sono anche i Campi Flegrei, ma che insieme all’Etna sono tra i vulcani meglio monitorati al mondo”.

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