Salerno, rinviata a novembre edizione 2014 di Linea d’Ombra. L’Appello: “Così vanificano anni di crescita culturale città”

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Linea_ombraUna storia lunga diciotto edizioni, un’intera generazione formata nel gusto del cinema, una proposta culturale tra le più consolidate del territorio, resistita a cambiamenti organizzativi, di pelle e di location, lasciando intatte l’attenzione al target di riferimento, alla ricerca e alla qualità: uno sforzo chiamato “Linea d’Ombra” che l’Associazione SalernoInFestival, anima promotrice del Festival, ha prodotto per quasi venti anni catalizzando l’attenzione di pubblico ed addetti ai lavori e che rischia di svanire per sempre in assenza di un sostegno da parte delle istituzioni pubbliche e dei privati attenti e interessati al valore sociale della cultura e dello spettacolo.

SLITTAMENTO DELLE DATE Preso atto della difficile congiuntura del momento e del fatto che il Comune di Salerno è ora l’unico sponsor dell’evento, si è palesata l’impossibilità di proseguire nell’organizzazione del Festival programmato per maggio, seppur già con uno slittamento di un mese dalla tradizionale collocazione temporale ad aprile. Pertanto, di concerto con l’Ente partner, si è deciso di rinviare l’edizione agli inizi di novembre in concomitanza con l’ormai tradizionale accensione del percorso illumino-tecnico delle “Luci”. Scelta che, se da un lato consente un maggiore lasso di tempo per la reperibilità di ulteriori fondi utili a mettere in campo una grande edizione, in linea con la propria storia, dall’altro rilancia una serie di difficoltà nell’organizzazione degli eventi culturali in città, a partire dalla questione delle location. L’auspicio è che, in questa pausa forzata, possano verificarsi alcune condizioni necessarie e da tempo auspicate dall’organizzazione del festival e dal suo ideatore, oggi presidente, Peppe D’Antonio, quali una reale e propositiva attività di coordinamento tra gli eventi culturali della città,  il completamento operativo di due strutture quali il Teatro Diana e Palazzo Fruscione, un rinnovato dialogo con le altre istituzioni locali, come l’Ente Provincia e la Regione Campania che, dopo aver contribuito alla crescita del progetto, hanno smesso da tempo di finanziare l’evento nonostante gli importanti risultati raggiunti in anni di attività.

UNA STORIA PREZIOSA Da festival cinematografico a incubatore di eventi votati alla crossmedialità, ai nuovi linguaggi e alle espressioni di nuove culture legate alla creatività giovanile a tutto tondo, Linea d’Ombra si è, infatti, imposta negli anni come manifestazione di respiro internazionale nei contenuti e per gli artisti che hanno interpretato il piano di ricerca della manifestazione. In città sono giunte, in questi anni, le più interessanti e innovative espressioni delle culture giovani in ogni declinazione, dalla musica alla letteratura, dalla videodanza alle arti performative e al cinema. Tanti i protagonisti della scena nazionale e internazionale coinvolti nella storia di Linea d’Ombra, da Abbas Kiarostami a Kenneth Branagh, da Alberto Sordi a Luca Zingaretti e potremmo citare la maggior parte dei nuovi volti del cinema italiano, da Filippo Timi a Valeria Solarino e Giovanna Mezzogiorno.

Non meno interessante il panorama dei musicisti che hanno calcato la scena dell’Augusteo di Salerno, da Ligabue a Avitabile, da Max Gazzé al duo Magoni Spinetta di Musica Nuda. Particolarmente interessante e variegata la proposta della letteratura, per anni curata da Diego De Silva, con un’antologia di giovani scrittori edita nel 2005 con l’esordio di Saviano, Elena Varvello e altri giovanissimi scrittori. Negli ultimi quattro o cinque anni anche il teatro ha dato un segnale di grande vivacità a Linea d’Ombra, con compagnie come quella di Fanny&Alexander a Emma Dante, da Ricci Forte al gruppo salentino delle Fibre Parallele.

“Credo che sia il momento di decidere – ha dichiarato Peppe D’Antonio – al di là delle parole di circostanza, che cosa si intende fare della cultura. Certo non può essere uno strumento di lotta politica, un terreno sul quale costruire scontri veri o presunti, né immaginare che si possa produrre innovazione senza ricerca e ricerca senza programmazione e, dunque, senza risorse umane ed economiche. C’è in gioco il nostro capitale sociale, una volta sprecato saranno perdute le opportunità di crescita. E comunque, non credo che si possa lasciare solo il Comune di Salerno, oggi unico interlocutore della nostra organizzazione – e non per nostra scelta. Ci piacerebbe capire, di là dal sostegno convinto ai grandi eventi, quale programmazione può e vuole mettere in campo la Regione Campania per la rete delle culture che il proprio territorio esprime”.

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