Alluvione di Sarno del ’98: “tragedia dimenticata”. Ricorre l’anniversario della frana

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Alluvione_SarnoLe 137 vittime della frana, che il 5 maggio del 1998 cambiò la storia e le vite di Sarno (Salerno), saranno ricordate anche quest’anno con una messa solenne e una cerimonia civile. “Purtroppo la tragedia la ricorda solo chi l’ha vissuta – dice Simone Caiazza, che quella sera del 5 maggio vide spazzare via dalla furia del fango l’intera famiglia – qui chi non ha sofferto e pianto i propri cari ha cercato di dimenticare in fretta”. Sono passati 16 anni da quel terribile 5 maggio del 1998, quando decine di frane e 2 milioni di metri cubi di fango travolsero i comuni campani di Sarno, Quindici, Siano e Bracigliano, causando la morte di 160 persone e distruggendo centinaia di abitazioni. La città più colpita fu Sarno con 137 vittime e quasi 200 case distrutte o seriamente danneggiate: il nome di questo piccolo comune dell’Agro Nocerino-Sarnese divenne tristemente famoso in tutta Italia e, come all’indomani dell’alluvione di Firenze del 1966, centinaia di giovani provenienti da tutto il Belpaese vi si recarono per prestare soccorso. Non mancarono episodi rimasti nella memoria collettiva: tutti ancora nel comune campano ricordano la storia di Roberto Robustelli, inghiottito da una lava di fango e rimasto sepolto vivo per tre giorni tra le macerie, prima di essere portato in salvo dalla Protezione Civile.

IL FIUME SARNO CONTINUA A FAR PAURA. Appena una settimana fa Francesco Peduto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania denunciava: “Ancora una volta le forti piogge hanno provocato allagamenti a Sarno e in diverse zone dell’agro-nocerino dove ad esondare sono stati questa volta i due affluenti del Sarno, il Rio San Marina e il Rio Palazzo e intere aree destinate a coltivazioni agricole  sono finite sott’acqua”.  “E’  l’ennesima esondazione che si è verificata tra l’autunno 2013 e la primavera 2014 – ha detto Peduto – ma forse dovremo abituarci a continuare a subire allagamenti anche per il visto quello che sta succedendo intorno al Grande Progetto del fiume Sarno, tra ricorsi al TAR e opposizioni di alcuni comuni.

E’ sempre più probabile, difatti,  che il più moderno ed ingegnoso progetto di sistemazione idraulica e di riduzione del rischio idrogeologico nell’ampio bacino del fiume Sarno svanisca nel nulla, insieme agli oltre 200 milioni di finanziamento garantiti dalla UE. Oggi abbiamo circa 44.000 abitanti e più di 800 ettari di terreno in aree a rischio elevato o molto elevato, con la realizzazione del Grande Progetto del Sarno non avremmo nessun abitante e zero ettari in aree a rischio elevato e molto elevato, in riferimento alla piena centennale;  invece rischiamo di continuare ad avere alluvioni ed allagamenti in tutta l’area, come succede da decenni, con il loro carico di danni ed a volte di vittime”.

“Ciò che viene paventato sono ipotetici rischi e danni ambientali e inquinamento delle falde, tutti da dimostrare, per la costruzione di vasche di laminazione ed aree di esondazione controllata. Ma di cosa parliamo? Non sono molto più pericolosi  – ha concluso Peduto – per l’ambiente e la salute le innumerevoli esondazioni di acque inquinate che si susseguono su territori molto più vasti ogni anno proprio per il disordine idraulico del Sarno e dei suoi affluenti? Chi dice queste cose ignora o fa finta di ignorare che questo progetto è inquadrato in un articolato complesso di interventi che comprendono, in particolare, anche la bonifica ambientale dell’area con i progetti inseriti nel Piano del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale (ex Generale Jucci) oggi trasferiti all’Arcadis.

E allora, citando un politico che ora non c’è più, che diceva che “a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca” non vorrei che a soffiare sul fuoco di timori e preoccupazioni ed a dare cattivi consigli agli amministratori locali, sia solo qualche tecnico in cerca di incarichi e consulenze. Non realizzare questo progetto significa sprecare un’occasione più unica che rara, con gravi conseguenze sullo sviluppo dell’area e sulla sua economia, sul patrimonio immobiliare e sull’ambiente e chi lo determinerà si assumerà  tutte le responsabilità del caso”.

 

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