Salernitana: stagione fallimentare, la Coppa non copre gli errori commessi

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Salernitana_Monza_finale_coppa_Italia_2014 (43)Ci sono lacrime e lacrime. Quelle sincere di alcuni calciatori granata che hanno anche pianto ieri dopo la sconfitta che ha tirato fuori la Salernitana dalla contesa play off al primo ostacolo. Lacrime di disperazione da parte di alcuni calciatori che, spinti dalla passione dei tifosi,  hanno dato tutto e di più per scuotere una squadra che sembrava un asino in mezzo ai suoni. Squadra  incapace di reagire, di giocare,  anche dopo i due ceffoni presi in pieno volto dal Frosinone. Ci sono poi anche lacrime di coccodrillo da parte di chi non ammette mai i propri errori. In prima linea quando c’è da prendere applausi, in prima linea quando bisogna puntare l’indice contro qualcuno o qualcosa per attribuire colpe e responsabilità. Lacrime di coccodrillo perché la Salenritana ha gettato al vento una grandissima opportunità in questo anno calcistico. La sconfitta di ieri non è arrivata a dieci minuti dal termine ma è cominciata molto prima. Una sconfitta che viene da lontano, dal tramonto dello scorso campionato di seconda divisione vinto dalla Salernitana con mesi d’anticipo. Tempo sprecato per allestire una compagine degna di tale nome.

Mesi buttati al vento,  squadra fatta e rifatta più volte senza fare autocritica alcuna. Anzi. La novità è che l’amarezza del giorno dopo deve essere mitigata dalla ‘inutile’ Coppa Italia di Serie C. Quasi a dire: accontentatevi perché questo è ciò che passa il convento per chi,  in 97 anni di storia, non ha mai vinto niente. Messa così suona male, davvero male. Farsi scudo con la Coppa Italia per nascondere la fallimentare stagione calcistica della Salernitana è esercizio stucchevole. La verità è che ci sono squadre e squadre. Squadre vere, capaci di vincere partite impossibili o di perdere con onore e squadre di plastica che si squagliano al cospetto del fuoco sacro altrui, facendosi affondare in pochi minuti e facendosi addirittura mortificare da un Frosinone tutt’altro che irresistibile. La Salernitana che ha centrato i play off dall’ultimo posto utile, la Salernitana che aveva scelto di incrociare i tacchetti con il Frosinone per evitare il Lecce, la Salernitana di Gregucci che contro gli stessi avversari di Perrone,  dal Beneveno alla Paganese ha fatto gli stessi punti (12 ndr), ha dimostrato tutta la sua pochezza. Una immagine di fragilità che rispecchia anche l’atteggiamento della società che usa il club come una dependance della casa madre Lazio. Salerno merita rispetto e merita molto di più per dirla come i tifosi. Giustificare i fallimenti, gli errori, i valzer di allenatori, le campagne acquisti sgangherate e poi recuperate in extremis, con la mancanza di titoli in bacheca ha ormai stancato. Salerno non ha una bacheca piena zeppa di titoli ma ha una storia ed una dignità che non baratterebbe per nessun trofeo a cinque stelle.

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10 COMMENTI

  1. Concordo in pieno con l’articolo. Il guaio e’ che il ns convento purtroppo, ci regala personaggi come Lotito, e ahinoi in mancanza d’altro che si fa????

  2. un suggerimento a tutti gli appassionati che seguono le vicende della Salernitana (è solo un mio punto di vista, opinabile da chiunque, ma che io metterò in atto d’ora in poi): ignoriamo la società, i calciatori, la stampa, le tv private….nessun commento alla futura campagna acquisti, nessuna presenza allo stadio. Preferisco che il calcio scompaia, invece che assistere a partite pilotate, campionati già decisi prima di iniziare, interessi economici. Ritornare allo stadio solo se nel prossimo campionato la Salernitana sarà al vertice con almeno 5 punti di vantaggio sulla seconda in classifica.

  3. ma non vi lamentate, l’asta del bari anche oggi è stata deserta, volete fare la stessa fine? Noi non abbiamo imprenditori con i soldi!!!

  4. Per ermanno959@hotmail.com: stai sereno come si dice di questi tempi, molti di noi dopo la retrocessione in B dopo l’ultima giornata in serie A nel 98/99, non seguono più la nè Salernitana nè il calcio, la cui natura sportiva si è profondamente modificata diventando tutt’altra cosa e fino a quando il calcio in generale non diventerà un luogo sano ove vivere con passione,naturalezza e tranquillità quello che era definito una volta lo sport o gioco più bello del mondo, stai pur sicuro che le persone con un minimo di sale in zucca si guarderanno bene dal frequentare ambienti trogloditi………….per fortuna nella vita esistono altre cose ben più importanti del calcio, e sulle quali indirizzare meglio le nostre passioni!

  5. massimo giannotta,se molti di VOI non seguono nè la Salernitana nè il calcio dalla retrocessione del 99,mi spighi tu che cavolo ci fai qui e a che titolo scrivi?

  6. Caro Massimo Giannotta, è quello che sto facendo da quella maledettissima e “funesta” retrocessione…..ma la passione per questo emblema mi porta a volte a tornare al campo….respirare quel profumo di passione e calore che solo lì si avverte sulla pelle….
    cercherò di essere più sereno e distaccato.

  7. Voglio solo ricordare che veniamo da due campionati vinti, e siamo usciti ai play-off da neopromossa, quindi, invece di lamentarvi sempre,
    ringraziate questa società che ci ha tolto letteralmente dalla M….
    Adesso uniti e compatti pensiamo al prossimo anno,
    i gufi e le malelingue, anche gionalistiche, si stiano a casa

  8. Ma salernitana e basta, non ci si puo’ sempre genuflettere al padrone. Quando il padrone non ha rispetto per me, e vuole prendermi per il culo, e quest’anno l’ha fatto, la mia dignita’ mi obbliga a ricordarglielo.

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