Carceri: intesa Orlando-Campania su sanità ed edilizia. Attività formative 1.500 detenuti

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carcereMisure per il recupero di 230 tossicodipendenti che al momento sono detenuti nelle carceri, 150 da avviare a comunità terapeutiche e 80 ai Sert; attività di formazione e lavoro per 1.500 detenuti; interventi di messa in sicurezza, efficientamento energetico e di ristrutturazione dei padiglioni, e potenziamento dell’offerta sanitaria. Sono alcuni dei punti del protocollo d’intesa firmato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per il miglioramento delle condizioni del sistema carcerario regionale, rivolto non solo al contenimento del numero dei detenuti, quanto a migliorare la qualità del trattamento.

“C’è un’emergenza sulla quantità dei detenuti rispetto agli spazi ma la criticità riguarda i servizi che si sviluppano all’interno dei penitenziari. E occorre dare risposte a Strasburgo, oltre che all’opinione pubblica, non solo sui detenuti sotto i 3 metri quadri, ma anche sul grado di civiltà delle nostre carceri”, ha detto Orlando che, in proposito, ha annunciato che dai prossimi giorni sarà disponibile un database, che sarà “una fotografia realistica”, sui numeri, le attività educative e le condizioni di detenzione. Il protocollo con la Campania, il quarto dopo Lazio, Umbria e Liguria, è mirato alla potenziamento delle strutture, all’ ampliamento delle attività trattamentali e alla tutela della salute dei detenuti. “C’è un impegno sulla sanità carceraria – ha spiegato il presidente Caldoro – e inoltre possono essere messe in campo risorse per 9 milioni per le strutture, il recupero dei tossicodipendenti e le attività formative”.

Gli interventi di ristrutturazione, per i quali è previsto lo stanziamento maggiore, riguarderanno i carceri di Santa Maria Capua Vetere, Lauro (Avellino) e Poggioreale. E’ inoltre previsto un tavolo tecnico tra Regione, Agenzia del Demanio e Commissario per l’edilizia penitenziaria per individuare eventuali immobili di proprietà regionale da destinare ad attività per il recupero e il reinserimento dei detenuti. Sono previsti infine, come ha annunciato il governatore, percorsi formativi per 1.500 detenuti, da indirizzare a occupazioni per le quali c’è maggiore richiesta di mercato.

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