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Salernitana: programmare con anticipo non è un delitto

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Chi non ricorda la conferenza stampa di presentazione di Esposito, Volpe e Foggia?  Chi non ricorda i toni trionfalistici con i quali venivano annunciati alla stampa ed alla città i colpi da novanta del calciomercato granata nell’ultimo giorno utile. Le immagini di appena un anno e qualche mese fa rappresentano lo spot peggiore per ricordare ciò che doveva essere e non è stato, ciò che bisognava fare e non è stato fatto. Giocatori dal curriculum importante, professionisti a cinque stelle ma venuti a Salerno a svernare ed ormai sul viale del tramonto. Senza mettere in discussione l’impegno di nessuno la stagione di Foggia si è rivelata un fallimento: un gol, su rigore, in 22 partite giocate con infortuni sfusi ed a pacchetti.  Esposito da faro del centrocampo granata si è rivelato una autentica meteora.

Nella sua esperienza salernitana ha conosciuto più specialisti che tifosi. Dei tre solo Volpe ha dato qualcosa alla Salernitana svegliandosi nella parte finale della stagione. Tutto questo per dire che nel calcio non sempre la mela più bella è quella più buona. Nel calcio ci vuole programmazione, lungimiranza, tempismo. Alla Lazio questo accade. Lì sono state presentate finanche le nuove divise per la prossima stagione ed il campionato è praticamente finito ieri. Qui a Salerno chiedere di fare le cose per bene è diventato quasi un delitto. La Salernitana avrà a breve un allenatore, Gautieri e non Gregucci ma al di là del tecnico servono i calciatori. Quelli bravi e pronti non si pescano nell’ultimo giorno di calciomercato ma adesso convincendoli con programmi e progetti ambiziosi. Ribadiamo un concetto semplice che forse sfugge: la Salernitana domenica vedrà i play off in Tv, vedrà squadre come Frosinone, Pisa, Lecce e Benevento giocarsi la B quando con un minimo di attenzione in più averebbe potuto giocarsi le sue carte fino alla fine in un campionato che offriva una grande opportunità.

Delle squadre su menzionate nessuna è stata superiore alla Salernitana e purtroppo i granata sono fuori, hanno fallito. Ora, anziché cercare di trovare altrove responsabilità che sono solo in campo alla società non sarebbe meglio allestire da subito una squadra forte, sciogliere i nodi dei contratti in scadenza (vedi Gustavo che si rischia di perdere clamorosamente), scegliere sede del ritiro ed iniziative in grado di ridare ossigeno ad una piazza delusa ed abbattuta? Patire per una volta per tempo come si fa in tutte le realtà che vogliono vincere è chiedere troppo?

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