«Non sono uno dei 48. Difendo il Crescent. Lettera di Gerardo Mazziotti al Corriere del Mezzogiorno

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Crescent_Salerno_1“Caro direttore, ha scritto di me Gerardo Marotta «Per l’amore con cui si dedica alla cosa pubblica e alla difesa dell’ambiente, per il coraggio delle sue campagne giornalistiche (che gli hanno fatto meritare il Premio internazionale di Giornalismo civile), per il suo irresistibile e irrefrenabile amore per la verità, per il disinteresse che lo anima nelle battaglie contro i disonesti per il bene pubblico e per la corretta amministrazione, Gerardo Mazziotti è da considerare un benemerito della città e del Paese». Perciò non sono da meno dei 48 urbanisti e intellettuali che hanno firmato un Manifesto contro la costruzione di un edificio sulla spiaggia di Santa Teresa di Salerno e che giudicano un “ecomostro” (Corriere del Mezzogiorno del 22 maggio scorso). 

Se fosse vero che sono tutti uguali gli “ecomostri” che offendono le bellezze naturali del nostro paese mi domando dov’erano queste Vestali dell’ambientalismo italico quando sulla costiera amalfitana si costruiva il famigerato “mostro di Fuenti” (e uno dei 48 diede il suo parere favorevole) e quando sugli scogli di Vico Equense si realizzava l’Alimuri (col benestare della Soprintendenza) e quando sulla spiaggia di Bari veniva eretto il complesso residenziale di Punta Perotti (con tutte le autorizzazioni necessarie) e quando in località Pozzano di Castellammare di Stabia veniva realizzato in riva al mare (col benestare della Soprintendenza ai beni paesaggistici) un grande albergo, utilizzando i ruderi di un cementificio dimesso, che un saccente ma stupido docente universitario, del tutto ignaro della vera archeologia industriale italiane ed europea, definì “siti archeologici” questi ruderi e perciò “meritevoli di conservazione e di utilizzazione”. E, giacché ci sono, mi domando dov’erano quando la Reggia di Carditello veniva saccheggiata (e Antonio Stella e io denunciavamo questo scempio) e quando il Castello Aselmeyer di Lamont Young veniva oltraggiato da due escrementi edilizi (e io denunciavo questo oltraggio).

Come architetto di qualificata esperienza (si sono occupati delle mie opere Bruno Zevi, Giulio Carlo Argan, Roberto Pane, Renato De Fusco, Benedetto Gravagnuolo, Nicola Pagliata, Pasquale Belfiore, Massimo Rosi e la Fondazione LeCorbusier) ritengo che il Crescent di Ricardo Bofill, lungi dal «compromettere la forma urbis e il paesaggio costiero di Salerno», servirà a valorizzare questo tratto della spiaggia salernitana arricchendola di un’opera architettonica di particolare bellezza. E mi auguro che il ministro dell’Ambiente non tenga in alcun conto la protesta dei 48. Fosse dipeso da loro Adalberto Libera non sarebbe mai riuscito a realizzare la stupenda casa Malaparte sugli scogli di Capri”.

Gerardo Mazziotti

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13 COMMENTI

  1. Ricordo a tutti i Salernitani cosa è accaduto in seguito all’abbattimento del PRESUNTO ecomostro di PUNTA PEROTTI: Non ci sono più margini. Lo Stato italiano deve pagare ai costruttori di Punta Perotti tutti i 49 milioni di euro che la corte europea dei diritti dell’Uomo (Cedu) aveva quantificato, a maggio scorso, come indennizzo per i danni materiali subiti per l’abbattimento, nel 2006, in “mondo tv”, del complesso residenziale realizzato su quel lungomare. La Grande Camera di Strasburgo ha infatti respinto il ricorso che il Governo italiano aveva presentato, il 3 agosto scorso, contro la sentenza del 10 maggio 2012 con cui la Cedu aveva fissato il risarcimento, impugnata perchè ritenuta non in linea con quella di merito pronunciata il 20 gennaio 2009 e che aveva constatato la violazione della Convenzione europea. Il collegio di 5 giudici della Grande Camera Ue – chiamato a verificare se la controversia ponesse rilievi importanti sull’interpretazione o applicazione della Convenzione o su questioni di rilevanza generale – ha dunque escluso la fondatezza del ricorso. Lo Stato italiano paga così carissimo sia la confisca dei terreni, disposta a suo tempo, che l’abbattimento di Punta Perotti (il pagamento potrebbe avvenire anche in titoli del debito pubblico).

  2. Mazziotti non fare l’indiano, non è in questione se il crescent piaccia o meno, ma l’iter amministrativo che non è limpido.
    Poi finiamola con la stron… a che chi ha votato de luca ha votato il crescent, io ho votato de luca ma se l’iter è irregolare se ne traggano le conseguenze di norma.

  3. Che l’iter amministrativo sia irregolare è ancora tutto da dimostrare.
    “Storiche” sono le spiagge frequentate dai salernitani fino agli anni sessanta e non quella di S.Teresa. Furono cancellate per far posto al nuovo porto commerciale, ma gli ambientalisti dell’epoca non le difesero, né quelli di adesso fanno petizioni reclamando demolizioni riparatrici.
    L’intervento dell’arch. Mazziotti denota onestà intellettuale e mostra apprezzamento per un intervento migliorativo dell’uomo sul territorio che cancella le brutture create dall’uomo stesso su quell’area, che tutti ricordano come un concentrato di degrado.

  4. Ecco una persona che non si nasconde al contrario di personaggi che per questioni personali, si nasconde dietro dei comitati(SIC) per far vedere che esistono.
    Basta con queste Str….. e mettiamo fine ha questa tarantella.

  5. ”il verace”
    Quello che è importante – che l’opera venga definitivamente completata – con meno polemiche ‘ambientaliste’ che stanno danneggiando ancora di più un posto strategico del nostro
    magnifico lungomare- stazione marittima-porto.
    Voglio augurarmi che tutti i ”NO” la facciamo finita con ricorsi-controricorsi-appelli-manifesti e manifestazioni.
    Io – come la maggior parte dei VERI SALERNITNI – vogliamo
    il ”crescend” per crescere in bellezza – CON SALERNO.
    Grazie a tutti i pro-crescent, è ancor di più all’Illustre
    Architetto GERARDO MAZZIOTTI.

  6. Qui davvero si scende nel surreale!
    Innanzitutto si sta dibattendo di un condominio privato nel quale il sindaco di una città non dovrebbe prendere nessuna posizione ma anzi essere il primo a chiedere chiarezza e trasparenza!
    Poi il caro collega che si è auto sbrodato ha giustamente preso a modello residenze e regge fatte di puro impero da monarchi o dittatori e se siamo a questi livelli meglio stendere un velo pietoso!
    Ancora il collega ha giustamente evitato ogni riferimento ai tentativi di macro aggregati , vedi l’unità d’abitazione di le corbusier o i quartieri di genova o ancora peggio il complesso AeG, che oltre a divenire un simbolo di degrado hanno manifestato il chiaro fallimento dell’idea di “palazzone” di cemento!
    Bisogna anche riflettere che ormai l’architettura si è evoluta verso nuove frontiere di eco compatibilità e bio architettura che proprio non sembrano essere entrate nel “modus” operandi di questi sedicenti bravissimi e dotti , forse perché hanno ormai tutti una certa età ( e si farebbe bene a rottamare anche loro insieme ai politici) e dall’alto della loro presunzione passata sono convinti o auto convinti di far bene!
    Infine ma non ultimo bisognerebbe sempre osservare e non guardare perché la bruttezza oggettiva di un intervento che nel 2014 ripropone delle colonne finto romaniche di gessolino è innegabile!
    Paragonarla poi alla villa di curzio malaparte mi sembra proprio una bestemmia!(che poi 30 anni per demolire il fuenti e ne facciamo uno 10 volte più grande al centro della città)…insomma caro collega…viene il dubbio che forse lei avesse prenotato un ufficio nel crescent?????

  7. Serietà Salerno ha ragione!
    …ma d’altro canto che potevamo aspettarci da uno che ha progettato la mostra d’oltremare…scampia…e Marianella!!!!!!
    Meno male che non è un amico di De Luca altrimenti insieme cementavano pure i due fratelli!

  8. Il Crescent è un progetto meraviglioso per Salerno e il Sindaco De Luca è un grande uomo che lotta per la sua città, riqualificare un\’area dismessa e abbandonata e importantissimo per tutti i salernitani. Un elogio al Sindaco e non si faccia intimidire da questi nullafacentiiiiiiiiii

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