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Basket: dieci minuti da incubo, svanisce il sogno della Techmania Bellizzi

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E finita come non ci si aspettava che finisse. Dopo una stagione quasi perfetta, alla Techmania Basket Bellizzi sono risultati fatali gli ultimi – maledetti – dieci minuti di una infinita e splendida finale giocata sulla distanza delle 3 gare da due protagoniste che avrebbero meritato entrambe la promozione alla serie superiore. Negli annali però rimarrà scritto solo il nome della Cesarano Scafati. 57-66 il risultato finale di una gara, giocata davanti ad una cornice di pubblico di altra categoria, che aveva visto per tre quarti avanti i padroni di casa. Alla fine però l’ha spuntata chi ha avuto più energia, chi è riuscito ad avere la lucidità nel finale di una partita (e di un serie) stancante giocata sempre allo stremo delle forze e in cui nessuno dei protagonisti ha mai lesinato una stilla di sudore.

Il match vede partire bene la Cesarano che mette subito il naso avanti (3-5). Di Mauro e Sammartino però non ci stanno e guidano la riscossa dei loro: al 5’ di gioco i padroni di casa hanno già ribaltato il risultato e preso un buon margine (13-5). Scafati sembra frastornata e non trova più la via del canestro fino a quando Di Lauro non va in lunetta. Ancora Di Mauro in penetrazione, Sammartino servito in contropiede da G. Senatore ed un semigancio di Esposito a 3’ dal termine del primo quarto portano Bellizzi al massimo vantaggio (19-7), costringendo coach Iovino a chiamare già il secondo timeout. Bellizzi va meglio a rimbalzo mentre Scafati sbaglia molto in attacco. Il finale del quarto vede un botta e risposta Parlato (tripla)-Esposito (jumper a 4’’ dalla sirena) a sancire il 23-13.

L’inizio del secondo quarto vede Bellizzi suonare la stessa sinfonia fatta di ottima circolazione e scarichi perfetti sul perimetro. A beneficiarne è ancora Di Mauro, che infila la terza tripla della serata (26-17). D’improvviso però attorno alla metà del quarto le polveri dei cecchini di casa sembrano bagnarsi: il tiro da fuori non entra più con tanta regolarità (addirittura 3 errori nella stessa azione attorno al 4’). Dal lato opposto Parlato (dall’arco dei 6.75) e Malpede (nel pitturato) comincano a caricarsi la squadra sulle spalle: in un amen ci si ritrova sul 29-27. Quando il ferro sembra non voler più ingoiare le conclusioni dei ragazzi cari al presidente Pellegrino ci pensa Di Mauro con soli 46’’ sul cronometro, ancora su scarico di G. Senatore, a mettere una tripla che da respiro ai suoi (32-27). Nell’azione successiva però Giuseppe Di Lauro segna in penetrazione, subisce fallo e realizza il canestro supplementare chiudendo la prima metà della gara sul 32-30.

La rimonta di Scafati si completa al rientro dal riposo lungo: Malpede (tripla su assist di Parlato) fa 32-33. Esposito però non ci sta e nel giro di un paio di minuti, mentre entrambi gli attacchi non trovano facilmente il canestro, mette ben due triple: la prima dall’angolo su scarico di A. Senatore, la seconda frontale su iniziativa personale. Il tabellone recita 43-36 Bellizzi con 4’35’’ da giocare.  Ancora un paio di tentativi da 3 di A. Senatore che non vanno a segno, mentre un invasato Di Lauro risponde con una tripla (43-39). Bellizzi non riesce a segnare più da sotto, dove Malpede (stoppata a Sammartino) e Parlato chiudono ogni spazio. Il finale di quarto vede ancora Parlato segnare sopo una azione insistita spalle a canestro, per poi commettere fallo su Sammartino (perso dal suo marcatore) nell’azione successiva.

Il pivot va in lunetta per un 2/2 che sancisce il 47-42 finale del terzo quarto. L’equilibrio è palese e bisogna dunque affidarsi all’ultimo quarto di gioco per decidere quale delle due finaliste stapperà lo spumante a fine gara. Parlato fa subito capire che Scafati non ha intenzione di cedere e nel giro di 1’ segna prima la sua quarta tripla, poi subisce fallo da Sammartino sull’ennesimo tentativo da 3. Il lungo avellinese, freddo come un ghiacciolo, mette tutti e 3 i tiri liberi portando i suoi avanti di 1 (47-48). Bellizzi comincia a mostrare qualche segno di cedimento: Bertini, claudicante, finisce sul pino; comincia la sagra delle palle perse e gli esterni sembrano smarrire la via del canestro.

Scafati sembra avere più birra, cosa che risulta in una maggiore lucidità nelle scelte offensive ed una miglior tenuta difensiva. Nove punti consecutivi di Malpede portano gli ospiti sul 51-57. Nella Techmania il solo Di Mauro sembra avere ancora qualcosa da spendere e con un recupero ed un tap-in dopo un contropiede sbagliato tiene i suoi disperatamente aggrappati alla partita (53-60 a 2’47’’ dal termine). Ci pensa Gen. Di Lauro però a chiudere i giochi con un canestro con 1’24’’ ancora sul cronometro (53-62). E’ troppo tardi anche per il fallo sistematico, e dopo l’ultimo – vano – tentativo da 3 di Bertini la partita si chiude sul 57-66 per la Cesarano.

Onore e merito dunque agli scafatesi per aver sovvertito il pronostico e lo svantaggio del campo. Ma onore e merito anche alla Techmania tutta per una stagione che– tra le innumerevoli difficoltà – avrebbe meritato sicuramente di esser chiusa la promozione sul campo. Non sempre però i sogni si avverano e di tanto in tanto un secchio d’acqua gelata ci risveglia bruscamente. Un plauso va quindi alla società che si è contraddistinta per serietà ed organizzazione, allo staff tecnico per la preparazione e ai giocatori per l’abnegazione e la “professionalità” mostrate durante questa splendida cavalcata. Ed un plauso va alla città di Bellizzi, che ha risposto alla grande riempiendo ogni domenica il palaBerlinguer  e sostenendo i suoi ragazzi fino all’ultimo, riservando loro una commovente ed interminabile standing ovation nonostante la sconfitta nella partita decisiva. Il basket è uno sport meraviglioso e questa finale ne è ha rappresentato uno spot eccezionale.
Parziali: 23-13, 9-17, 15-12, 10-24.

57 TECMANIA BASKET BELLIZZI
Lasala n.e., Bertini, Esposito 19, Senatore A. 2, Memoli n.e., Palmentieri, Sarluca n.e., Senatore G. 7, Sammartino 11, Fereoli n.e., Di Mauro 18.
Coach: Ferrara.

66 CESARANO SCAFATI.
Gargiulo n.e., Di Lauro G. 16, Di Lauro G. 5, Catapano P. n.e., Loggia 2, Esposito n.e., Malpede 19, Parlato 21, Vaccaro, Cirillo, Catapano G. 3.
Coach: Iovino.

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