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Cestaro (Magistrato TAR Napoli) “Soppressione sedi staccate è misura costosa e dannosa per la giustizia e per i cittadini”

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Il 13 giugno il Governo ha ritenuto di abolire le sezioni staccate dei T.A.R. (art. 18 del decreto legge di prossima firma del Presidente della Repubblica) tra cui quella di Salerno (oltre a Catania, Lecce, Reggio Calabria, Latina, Pescara, Parma, Brescia).

L’intero contenzioso del Tribunale salernitano sarebbe, quindi, assorbito dal T.A.R. partenopeo con grave disagio per i territori interessati che vedrebbero l’allontanamento della giustizia amministrativa dai propri territori.

La misura, peraltro, sembra inquadrarsi in un contesto nel quale la politica sembra voler negare il diritto stesso all’accesso alla giustizia con misure tese a renderne l’esercizio più difficoltoso, prima fra tutte, l’assurdo aumento del contributo unificato.

 

Il dott. Luca Cestaro, magistrato del T.A.R. di Napoli e componente della giunta nazionale dell’associazione nazionale dei magistrati amministrativi (ANMA) commenta la misura molto negativamente. Per il cons. Cestaro, la misura è “illegittima, inutile, dannosa”. “In primo luogo va fatta una critica sul piano della legittimità e se mi si consente del metodo del provvedimento: un territorio importante socialmente e economicamente come il salernitano, il cui T.A.R. è competente anche per Benevento e Avellino, perderebbe la propria sede di giustizia amministrativa in virtù di una misura disposta in via d’urgenza con decreto legge. Un simile modo di procedere appare illegittimo: la Corte Costituzionale ha bocciato i cd. decreti legge ‘omnibus’ cioè quelli relativi alle questioni più disparate e questo è sicuramente tale; non si vede poi quale sia ‘l’urgenza’ di abolire in poche settimane un presidio di legalità operante da diversi decenni”.

“Inoltre, sul piano del metodo, come magistrati amministrativi, non ci è stata data la possibilità di alcun confronto con il Governo. Nella presentazione della ‘rivoluzione della P.A.’, infatti, altri erano i punti di interesse per la giustizia amministrativa e su di essi, sebbene il Governo abbia rifiutato ogni incontro, l’ANMA ha inviato al noto indirizzo email ‘rivoluzione@governo.it’ un’articolata proposta in ordine a tutti le questioni sollevate. Si trattava di proposte caratterizzate dal massimo spirito collaborativo e, in sostanza, adesive ai propositi manifestati dall’esecutivo di velocizzare ulteriormente il processo; tuttavia, inspiegabilmente le nostre proposte non sono state prese in considerazione né si è ritenuto di aprire un confronto sul punto, originariamente non previsto, di soppressione delle sedi distaccate”.

Su un piano generale, prosegue il dott. Cestaro, va osservato che “le sedi distaccate dei T.A.R. sono solo otto e tutte collocate in grandi centri urbani. Le sedi di T.A.R. sono quindi, in tutto, 28 (20 nei capoluoghi più 8 staccate, oltre a Bolzano che ha uno statuto particolare). La situazione è del tutto diversa, quindi, da quella della giustizia ordinaria che ha visto la soppressione di alcune sedi di Tribunali ordinari e di alcune sezioni distaccate. Si trattava, infatti, di sedi tutte situate in piccoli centri urbani e, comunque, inserite in un contesto di centinaia di sedi di tribunale, decine di sedi di Corti di Appello e molte decine di sedi distaccate”.

I costi economici dell’operazione sarebbero, poi, molto maggiori dei benefici. “Basti pensare – prosegue il dott. Cestaro- che alcune sedi staccate, e tra esse il T.A.R. di Salerno, sono situate in immobili demaniali e non pagano canoni di locazione mentre il trasferimento, inutile quindi sul piano del risparmio del canone di locazione, potrebbe costringere anche il T.A.R. del capoluogo a traslocare in un immobile più grande, con un sicuro aumento dei costi per il trasloco, per la locazione della sede e per predisporla opportunamente (si pensi ai cablaggi e agli archivi).

Per quanto riguarda i T.A.R. della Campania, entrambi sono situati in pregevoli immobili demaniali che sono, quindi, ‘a costo zero’; sennonché, la sede del T.A.R. di Napoli, dove già gli ambienti sono appena sufficienti, difficilmente potrebbe ‘accogliere’ l’intero T.A.R. di Salerno con la conseguenza che ci si dovrebbe trasferire in altro immobile da reperirsi ‘con urgenza’, verosimilmente sul mercato. Il trasloco, infatti, a leggere la prima stesura del decreto dovrebbe essere effettuato in soli 15 giorni: ma è un tempo che non basta per le famiglie, figurarsi per tribunali con decine di postazioni di lavoro cablate e migliaia di fascicoli in archivio!”

Una simile operazione, quindi, se non giustificata sul piano economico, si sostanzia solo in un danno per il servizio della giustizia amministrativa che rischia di pregiudicare alcuni dei risultati positivi degli ultimi anni sul piano dello smaltimento dell’arretrato, risultati notevolissimi raggiunti anche nelle sedi della Campania; “siamo coscienti – continua il magistrato Cestaro- che il servizio della giustizia amministrativa può essere ancora migliorato, ma la notevolissima riduzione dell’arretrato, dimezzato negli ultimi anni, e la rapidità dei processi nelle materie più sensibili, costituiscono ottimi risultati che rischiano di essere pregiudicati per l’ingolfamento dei Tribunali più grandi e le difficoltà di assorbimento delle staccate in quelli più piccoli. Sull’ultimo punto, si immagini che in taluni casi le sezioni staccate assorbono un contenzioso maggiore ed hanno più dipendenti  rispetto al  T.A.R. del capoluogo (così Lecce e Catania rispetto a Bari e Palermo)”.

Molti territori, peraltro, rimarrebbero privi di un presidio di legalità di giustizia amministrativa con fatale ulteriore allontanamento dal cittadino dall’esercizio dei pubblici poteri, percepito come ancora più distante e incontestabile: “in effetti, tralasciando il pur grave significato simbolico di allontanamento della giustizia dai cittadini, chi vive e lavora nei territori interessati, tra i quali la vastissima provincia di Salerno, ma anche il Salento, Reggio Calabria, la Sicilia orientale, la costa adriatica dell’Abruzzo, potrebbe tutelarsi contro la pubblica amministrazione solo recandosi nel capoluogo con ulteriore aggravio di costi e problemi logistici”. In conclusione, dice il dott. Cestaro, “non resta che sperare nella saggezza di chi ci governa e del Presidente della Repubblica, che dovrà firmare il decreto, affinché una simile misura tanto inutile quanto dannosa possa essere eliminata dal decreto di prossima emanazione

 

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