Manifestazioni per la Sanità nella Piana del Sele: “Eravamo in tanti. La battaglia continua”

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ospedale_eboliDomenica sera Eboli è stata attraversata da una grande manifestazione popolare a difesa del suo ospedale della Sanità in tutta la Piana del Sele. Centinaia di cittadini,giovani e meno giovani e bambini, donne ed uomini, si sono spontaneamente riuniti a Piazza Mustacchio, per esprimere il proprio dissenso verso gli atti che sta compiendo il Direttore Generale dell’ASL Salerno, Squillante, tesi a smobilitare la Sanità nella nostra Piana. Ad Eboli si chiudono reparti nevralgici come Ostetricia e Pediatria, altri reparti sono ancora accorpati con grande nocumento alla qualità della prestazione sanitaria;

a Battipaglia viene chiuso il reparto di Medicina Nucleare, ora si sospendono perfino le attività operatorie; l’ospedale di Agropoli viene chiuso, Oliveto Citra e Roccadaspide vengono ridotti ad un simulacro di struttura ospedaliera pronte per essere chiuse al primo ulteriore atto di imperio del Direttore Generale. Squillante è convinto di potere gestire la Sanità della provincia di Salerno a suo piacimento, senza alcun atto aziendale, senza nessuna programmazione,nascondendo dietro un presunto “tecnicismo” scelte politiche puntuali tese a ridimensionare il livello dei servizi sanitari nella Piana del Sele”. Lo scrive in una nota Rifondazione Comunista – Sinistra Unita.

“Il Sindaco di Eboli – prosegue il comunicato di Rifondazione Comunista – sembra finalmente, dopo colpevoli ritardi, aver compreso l’abisso sul cui ciglio si trova l’ospedalità della Piana e della nostra città in particolare. Lo hanno compreso le centinaia di cittadini che hanno dato vita ad un forte corteo che ha gridato con forza che Eboli non si rassegna alle scelte di Squillante e di chi tira le fila a livello Regionale.

Lo hanno compreso i numerosi Sindaci che in forma ufficiale, indossando la fascia tricolore, hanno voluto essere presenti alla manifestazione: da Campagna a Santomenna, da Baronissi a Colliano, da Sangregorio Magno a Sicignano degli Alburni e tanti altri ancora. Lo ha capito la C.G.I.L. presente alla manifestazione ai suoi massimi livelli provinciali, in modo ufficiale , vicina così come da sempre alle donne ebolitane in lotta. Il messaggio per Squillante e la Regione è fortissimo: Eboli e tutti i comuni della Piana del Sele esigono il loro diritto ad essere ascoltati da chi ha ridotto ai minimi storici la Sanità in questa area della provincia di Salerno, che conta ben 200.000 abitanti: per avere idea del disastro basti pensare al fatto che il rapporto fra posti letto e popolazione è il più basso d’Italia! Noi non ci stiamo.

Per questo continua anche l’iniziativa della raccolta di firme che sta attraversando la Piana, per chiedere a Caldoro di ricevere una delegazione composta dai rappresentanti istituzionale, dalle organizzazioni sindacali e da rappresentanti dei comitati spontanei di lotta, per ridiscutere l’intera programmazione sanitaria dei nostri comuni. Sappiamo, lo sanno le mamme ebolitane, lo sanno i cittadini tutti che la battaglia è ancora lunga ! ma chi spera che ci stanchiamo ha fatto male i suoi conti……la lotta e’ appena incominciata! Proseguirà la raccolta di firme, la richiesta d’incontro con Caldoro verrà firmata da tutti i sindaci che vorranno essere protagonisti di questa battaglia di civiltà (chi pensava ad una battaglia di campanile ha letto malissimo la cultura e le tradizioni di lotta degli ebolitani).

Si lavorerà perché tutte le altre città della Piana scendano in piazza, perché tutti i sindaci , anche quelli che domenica sera non erano ad Eboli, rivedano le loro posizioni , perché altre iniziative di lotta spontanee spuntino come fiori al sole di primavera! Squillante lo deve sapere: ” non può stare sereno” ! Se non ci verranno date risposte in tempi strettissimi avremo un altro momento di mobilitazione generale, cui chiameremo tutto il popolo della Piana . Chiediamo a tutte le Istituzioni di dare un segnale forte, chiediamo a tutte le forze politiche di smetterla di giocare a “nascondino” con i problemi della Sanità in questa area e di abbracciare questa battaglia, chiediamo ai cittadini di non pensare che questa battaglia non li tocchi……Perché le questioni della salute toccano ed interessano tutti, a tutti chiediamo di essere presenti ! Noi c’eravamo! Noi ci saremo!”

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