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Scognamiglio al Benevento, che beffa per i granata

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Gennaro Scognamiglio sembrava avesse già penna e calamaio per firmare il contratto, quello granata, ed invece alla fine il simbolo sul documento era quello degli stregoni e non l’ippocampo. La vicenda della trattativa col difensore ex Perugia assume contorni tragicomici, mentre la Salernitana si ritrova ancora una volta a mani vuote. Lecito pensare che se il club granata non figura tra le prime scelte di molti degli obiettivi di mercato è probabilmente perché lontana dalla migliore offerta. Questo, di certo, lo sapranno solo i protagonisti delle trattative, ciò che emerge in maniera piuttosto lampante è che tra conferme, smentite e rifiuti, la Salernitana si è addentrata in un labirinto sempre più articolato. Il “no” di Scognamiglio brucia particolarmente, dal momento che l’affare sembrava praticamente concluso.

A dieci giorni dalla partenza per il ritiro, la lista sul taccuino, quello dei rifiuti, si allunga ulteriormente. Prima di Scognamiglio c’era stato Pratali che ha preferito il Viareggio per restare vicino casa. Lo avevano preceduti Pelagotti, Doumbia, Virdis, Arrighini e Ceccarelli, tra gli altri, senza considerare il “no, grazie” dell’allenatore che aveva chiuso la precedente stagione, Gregucci. Anche elementi già sotto contratto, vedi Grassi, rischiano di voler cambiare aria. C’è chi preferisce una destinazione non lontana da casa, chi una categoria superiore, chi un ingaggio più alto. Il risultato è che con i rifiuti incassati finora sarebbe già stato possibile completare la squadra. Si dirà che molti di questi nomi non sono mai stati contattati, che sono frutto delle invenzioni degli organi di informazione ma resta il dato concreto delle difficoltà evidenti incontrate fin qui, soprattutto a causa del tetto salariale fissato da Lotito. Tra dieci giorni scatta il ritiro, tra sette il preraduno ed ora la Salernitana è chiamata ad una corsa contro il tempo per assicurarsi rinforzi di qualità.

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