Lega Pro: Macalli conferma le partite “spezzatino” e le gare in diretta streaming

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MacalliLega Pro tutta di domenica alle 15, addio. La notizia arriva da Macalli, il presidente della Lega Pro in una  intervista pubblicata su La Gazzetta di Mantova.  Macalli ha infatti certificato che anche la terza serie adotterà il formato “spezzatino” per i suoi calendari, piazzando partite lungo quattro giorni, dal venerdì alla domenica.  Il venerdì sera ci sarà un anticipo e un’altra gara verrà giocata al sabato. Poi il lunedì sera ci sarà un posticipo. La domenica, invece, quasi tutte le partite verranno disputate allo stesso orario, ma ce ne saranno tre in orari diversi.

Diciamo alle 12, alle 16 e alle 18, ma non è ancora stabilito al cento per cento. Una novità pensata per favorire le dirette televisive e le trasmissioni in streaming, che a detta sempre di Macalli saranno disponibili (a pagamento) per qualunque partita. Il tutto a scapito delle campagne abbonamenti delle società, che rischiano di vedere una frenata a causa di un calendario che si annuncia alquanto mutevole lungo tutta la stagione.

Tra gli argomenti affrontati dal presidente della Lega Pro anche quello scottante degli organici e dei gironi: su questo fronte Macalli ha confermato che tra il 4 agosto (giorno del consiglio federale) e il 15 agosto verranno definiti gironi e calendari. Anche se il criterio per la divisione dei tre raggruppamenti non è ancora stato deciso

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3 COMMENTI

  1. Con questi dirigenti(Abete,Tavecchio,Albertini,Macalli,Beretta,Lotito,Galliani,etc) il calcio italiano non riuscirà mai a ristrutturarsi modernamente, per non dipendere solo dai proventi derivanti dagli accordi televisivi, ormai le aziende di televisione a pagamento dettano legge, tanto gli interessi dei comuni cittadini non importano più a nessuno,ecco perchè gli stadi a parte la loro vetustà e impraticabilità soprattutto per le famiglie che vorrebbero ancora seguire il calcio dal vivo,diventeranno sempre più deserti in cui ci vanno solo i fanatici ultras e i loro seguiti.

  2. E’ molto semplice, signori: nessuno, ma proprio nessuno, che acquisti l’abbonamento alle pay-tv e nessuno, ma proprio nessuno, che faccia ingresso agli stadi. Ma questa è pura utopia, perché la maggior parte del tifo, da quello ultrà a quello più genuino, è malato dentro e non sa resistere alla propria squadra del cuore.

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