Sistema di Bike Sharing, FIAB Salerno: “Buona intenzione ma…”

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Bike_Sharing_6L’avvio del Sistema di Bike Sharing (SBS) elettrico realizzato dal Comune di Salerno tramite la propria società partecipata “Salerno Mobilità”, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento in città, in particolare quello da polveri sottili, favorendo la mobilità in bicicletta, costituisce un intento positivo ma il progetto andrebbe approfondito, sia per verificarne l’impatto con un’indispensabile e seria analisi costi/benefici, sia per meglio metterne a punto alcuni aspetti tecnico-logistici. Questo in sintesi il giudizio di F.I.A.B. (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) Salerno, associazione che si occupa proprio della promozione dell’uso della bicicletta a livello urbano e che anche nella città di Salerno segue da diversi anni le questioni legate alla mobilità sostenibile.

Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione, dopo aver analizzato il progetto “SBS” predisposto da Salerno Mobilità già due anni or sono,  hanno effettuato dei sopralluoghi nei pressi di ciascuna delle 3 stazioni finora realizzate, tutte dotate di pannelli fotovoltaici e che ospitano in tutto 24 biciclette elettriche. E hanno posto a confronto il sistema adottato a Salerno con quello di altre importanti città dove da tempo si sono attivati sistemi di condivisione delle biciclette. La Fiab è favorevole all’implementazione di Sistemi di Bike Sharing: il noleggio rapido di una bici, disponibile direttamente presso le stazioni ed autostazioni, nei parcheggi, nelle aree di sosta, nelle strade e nelle piazze delle città, può essere a tutti gli effetti considerato come uno strumento della mobilità pubblica (perché ogni bicicletta è utilizzabile da più persone) e al contempo esclusivo (perché la bicicletta è utilizzabile da un utente alla volta).

Il bike sharing può fare da volano ad un forte incremento della mobilità ciclistica e all’interscambio con il mezzo pubblico: ma ogni investimento rischia di esser vanificato se a monte non vi è una forte volontà politica di incrementare la quota di mobilità sostenibile in generale, e di quella ciclistica in particolare. Per questo motivo è auspicabile che il progetto di bike sharing sia parte di un “biciplan”, cioè di un programma organico per lo sviluppo della mobilità ciclistica, e che si provveda alla realizzazione e alla messa in sicurezza di una efficiente ed estesa rete ciclabile comunale. Il sistema appena inaugurato a Salerno è stato attivato in totale assenza di una più ampia visione sulla mobilità cittadina. Parlare  di piste ciclabili a Salerno è un puro eufemismo: ci sono solo pochi spezzoni di ciclabili, scollegati tra loro e che non raggiungono i 5 km di lunghezza!

A questi, per ragioni sconosciute, sono stati ulteriormente sottratti cica 1,5 km di percorso sul Lungomare Trieste, dove a tutti gli effetti non si può più parlare di pista ciclabile da quando è scomparsa la necessaria segnaletica orizzontale e verticale. Inoltre, l’Amministrazione Comunale non ha finora ritenuto necessario adottare alcuna “tecnica di moderazione del traffico”, né tantomeno la riduzione della velocità a 30 km/h che pure si sta applicando in molte città europee. Solo chi si muove a piedi e in bicicletta percepisce appieno quanto siano rischiose e insicure le strade  in città, pericolosità che viene puntualmente confermata dall’annuale rapporto sull’incidentalità dell’ACI-ISTAT.

“E’ davvero un peccato – dichiara Paolo Longo, Presidente F.I.A.B. Salerno – che l’amministrazione comunale non dia ascolto a quel crescente movimento spontaneo di centinaia di cittadini che hanno già scelto la bici come principale mezzo di trasporto in città per andare a lavoro, per accompagnare i figli a scuola, per fare la spesa o semplicemente per andare con la famiglia a mangiare una pizza, ma i cui tragitti sono una vera e propria odissea.  Queste persone sarebbero i migliori promoter per convincerne tante altre a cambiare mezzo di locomozione, oltre che nell’indurle all’adozione di uno stile di vita più salutare per sé e per l’ambiente in cui vivono.”

Sono già oltre 1.000 le persone che hanno sottoscritto la petizione della FIAB Salerno, denominata: “Ho voluto la bicicletta, adesso voglio pedalare!” La campagna, lanciata solo qualche settimana fa dall’associazione, chiede all’Amministrazione del Comune di Salerno di realizzare piste, percorsi ciclabili ed interventi per la mobilità sostenibile. Per migliorare la qualità della vita e la sicurezza per pedoni, ciclisti e utenti deboli della strada e superare il modello “autocentrico” della mobilità in città. L’obiettivo è il raggiungimento di 5.000 firme e si può sottoscrivere o seguendo il link sul sito della Fiab Salerno www.cyclingsalerno.it oppure direttamente su:

http://www.change.org/it/petizioni/vincenzo-de-luca-piste-e-percorsi-ciclabili-urbani-ed-extraurbani-e-interventi-per-la-mobilit%C3%A0-sostenibile

 

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11 COMMENTI

  1. l’iniziativa del noleggio bici è bella ma ciò che trovo esoso sono i costi. Se un utente deve pagare 2 euro l’ora il noleggio della bici…tanto vale che utilizza l’auto e paga 2 euro il grattino….

  2. E’ vero che costa due euro, ma con la macchina oltre al grattino ci devi mettere benzina, traffico, stress… alla fine conviene la bici. Sicuramente devono aumentare le aree di sosta (innanzitutto sui quartieri alti) e renderla più economica, però è già un inizio.

  3. Sono assolutamente per la mobilita’ sostenibile,ma quello da fare,assolutamente,sono i tracciati ciclabili,di cui la citta’ e’ sprovvista.Per esempio,il senso unico direzione mercatello- centro,lato lungomare,attualmente percorribile da una fila di auto,non potrebbe essere dedicato solo al transito delle bici?

  4. La cosa importante è che mancano le piste ciclabili importantissime per chi viaggia in bici.

  5. QUANTE STUPIDAGINI.
    20 BICI PER RIDURRE LE POLVERI SOTTILI ?
    INCENTIVARE USO BICI ? MA DI QUALE CITTA’ STATE PARLANDO ?
    NON C’E’ OMBRA DI PISTA CICLABILE. A PASTENA HANNO
    MESSO LA POSTAZIONE IN MEZZO A CONGIUNZIONE DI DUE STRADE
    MOLTO TRAFFICATE, E SE NON STAI ATTENTO SUBITO RISCHI INCIDENTE.
    C’ERA UNA SORTA DI PISTA SULLA LITORANEA (NON SO QUANTI MILIONI COSTO’) CHE E’ IN CONDIZIONI PIETOSE.
    INOLTRE IL SERVIZIO ASSEGNATO A SALERNO MOBILITA’, EBBENE AVRANNO ASSUNTO ALTRE PERSONE.
    SONO STATO IN TANTE CITTA’ EUROPEE, LE BICI (AVEVANO NUMERI SUL LATO) ERANO CENTINAIA. STRADE CHIUSE AL TRAFFICO E PERCORSI PER ANDARE OVUNQUE.
    MI SPIEGATE PER ANDARE PER ESEMPIO DA MERCATELLO A SALERNO CENTRO CON PERCORSO ESCLUSIVAMENTE PER BICI, PER DOVE ANDARE, ANCHE SE SI TRATTA DI DUE/TRE KM IN PIANURA ?

  6. 2 euro l’ora non mi sembra molto se l’ora fosse frazionabile. Per uno spostamento da una fermata all’altra ci vuole massimo un quarto d’ora..

  7. Il costo è assurdo, se si parla di mobilità e non di giretto per “sfizio” il costo di 2 euro l’ora è improponibile. A questo punto per assurdo risulta più sostenibile (ma meno ecologico) l’uso del mezzo pubblico.
    Capillare ed economico. Se invece si vuol parlare di mobilità sostenibile in questo progetto bisogna rimodulare i tariffari, l’uso per utenti occasionali, oltre chè l’implementazione delle stazioni nei quartieri alti e collinari.
    Nelle altre città Milano, Roma , Torino, ecc. la prima ora solitamente è gratuita e le altre ore (frazionati in quarti d’ora) vanno dai 0,50 ai 0,80 cent. !
    Per il momento non è considerabile l’iniziativa come mobilità pubblica, ma come noleggio bici.

  8. con le strade ristrette a causa di marciapiedi enormi ci manca solo l’inutile pista ciclabile e così non si circola più
    tutti a piedi
    e in inverno a cosa servono le bici e le piste se fa freddo e in genere piove?

  9. Purtroppo l’Assessore alla Mobilità’ quando non fa il polemista sui giornali si dedica alle manifestazioni di dubbio cabaret come questa potenzialmente soli in danno economico ai cittadini a cui dovrebbe risolvere problemi di mobilita’.
    Ma lo abbiamo sfamato da tempo.
    Speriamo prima o poi qualcuno lo inviti al lavoro SERIO per la Comunità.

  10. Si intendeva
    Ma lo abbiamo sgamato da tempo.
    Nulla contro la persona, il più inutile ed il più dannoso economicamente per la Comunità’

  11. Il bike sharing e tra i sistemi di trasporto per le città più comodo, è chiaro che occorre avere a disposizione molte bici per avere la possibilità di averne sempre disponibili. Occorre comunque capire che non e un noleggio ma un sistema di trasporto alternativo veloce, nessuna coda, nessun problema di parcheggio, velocita maggiore media rispetto all’auto, zero consumo di carburante, zero emissioni. Bisogna prelevarle e riconsegnarle in breve tempo solo usandole per gli spostamenti rapidi se si vuole di decongestionare il traffico occorre prevedere delle piste ciclabili, queste si possono fare facilmente tracciando delle strisce per terra lungo la strada dov’é abbastanza larga oppure direttamente sui marciapiedi parzializzandoli. Bisogna anche capire che 2 euro per ora non e’ molto se si considera il costo delle bike e delle stazioni che permettono l’utilizzo. Non siate disfattisti, ma allineatevi a citta’ che le utillizzano con soddisfazione da tempo.

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