Governo Renzi in affanno: calo dello 0,2% del Pil e l’Italia torna in recessione

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renzi_italicum_cameraL’Italia è in recessione tecnica: per il secondo trimestre consecutivo il Pil risulta in calo congiunturale. L’Istat registra per il periodo aprile-giugno un calo dello 0,2%, dopo il -0,1% nel primo trimestre. L’ultimo dato positivo risale al quarto trimestre del 2013, quando era stata interrotta una striscia di segni meno lunga più di 2 anni.

Il dato del Prodotto interno lordo italiano nel secondo trimestre dell’anno (-0,2%) risulta peggiore rispetto a gran parte delle previsioni fatte dagli analisti nell’ultimo periodo, molte delle quali si attestavano tra il -0,1% e il +0,1%. Lo stesso Istat nella nota mensile uscita a fine giugno segnava una forchetta che andava dal -0,1% al +0,3%.

E Piazza Affari si è subito appesantitadopo la diffusione del dato del prodotto interno lordo italiano: l’indice Ftse Mib, in progressivo calo dall’avvio, cede l’1,9% sotto i 20mila punti. Deboli in genere le banche, male Mps (-4%), sempre in asta di volatilità Fiat con un ribasso teorico del 5%. In controtendenza Pirelli e Tod’s (+1%).

Il comunicato ufficiale dell’Istat

Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.

Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.

Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013.

Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.

La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,3%.

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2 COMMENTI

  1. E CHE GLI FREGA TANTO A STO PUPAZZO… LUI SI STRAFOTTE SENZA FARE UN CAXXO 23.000 EURO AL MESE ?

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