Sindaci della Valle dell’Irno in difesa dell’ospedale “Fucito”

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sindaci valle dell'irno FucitoTutti uniti per salvare l’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino. E’ questo il principale obiettivo del presidio tenutosi in mattinata presso il nosocomio situato alla frazione Curteri di Mercato San Severino. Presenti i sindaci di Fisciano, Baronissi,

Bracigliano, Calvanico e Siano (rispettivamente Tommaso Amabile, Gianfranco Valiante, Antonio Rescigno, Franco Gismondi e Sabatino Tenore), numerosi consiglieri ed assessori comunali, i sindacalisti Gerardo Liguori della Cgil, Aniello Capuano della Cisl, Lello Albano della Uil e Margaret Cittadino della Cgil. Assente il sindaco di Mercato S. Severino, Giovanni Romano, impegnato a Roma. Per S. Severino, presente solo il consigliere comunale Carmine Ansalone.

 

Alla fine dell’assise, i sindaci hanno sottoscritto un documento, che verrà inviato in queste ore al manager Vincenzo Viggiani, per chiedere un incontro nel quale discutere delle novità che riguardano il “Fucito”, ed al Governatore della Campania, Stefano Caldoro, per chiedere un “summit” nel corso del quale si vorrebbe capire quali risorse finanziarie possono essere assegnate all’ospedale sanseverinese, in base alle quali decidere i reparti da confermare nello stesso nosocomio.

 

“E’ nostro dovere – ha dichiarato il sindaco Amabile – tutelare l’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino. Questo centro sanitario accoglie una vasta utenza: oltre agli abitanti della Valle dell’Irno, a usufruire dei servizi sanitari di questo polo ospedaliero è anche tutta la popolazione universitaria, che comprende studenti e personale tecnico amministrativo”.

 

“Inoltre – continua Amabile – se venissero trasferiti a Cava dè Tirreni reparti di eccellenza quali ginecologia – ostetricia e angiologia, gli utenti sarebbero orientati a recarsi all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno in quanto sarebbe più comodo raggiungere questo centro sanitario”.

 

“Ho riscontrato note positive dal vertice di oggi – ha concluso Amabile – Presumo possano esserci buone possibilità di ottenere risultati importanti che si rifletteranno positivamente nei confronti degli utenti. La gestione ospedaliera deve spettare alla competente Asl e non all’Azienda Ospedaliera”.

 

L’atto aziendale prevederebbe la permanenza dell’angiologia, ma l’unità sarebbe trasformata in ambulatorio. Il laboratorio delle analisi verrebbe trasformato in “incarico di alta specialità”, con riduzione progressiva dei servizi. Il reparto di medicina perderebbe 11 posti letto (dagli attuali 26 a 15). Verrebbe confermato il reparto di ortopedia, con una specializzazione per il settore sportivo. La banca degli occhi ed il reparto per i trapianti delle cornee, inizialmente previsti per il “Fucito”, verrebbero assegnati al “S.Giovanni di Dio” di Salerno.

 

L’atto aziendale dà al “Fucito” la funzione di “ospedale del giovane adulto”, preparandolo a diventare un centro d’offerta strategico nel campo della chirurgia bariatrica, dell’endoscopia operativa, delle patologie dell’atleta, della prevenzione e terapia dell’ipovisione nell’adulto e dell’urologia. Ospiterà anche le strutture di odontostomatologia. Insieme all’implementazione dei livelli di assistenza medica destinati alle patologie ad alto impatto epidemiologico (cardiologia, immunologia e reumatologia, nefrologia con dialisi) e alla gestione dell’emergenza (pronto soccorso con O.b.i., Utic), il “Fucito”, si rivolgerà alla diagnosi e alla terapia dei disturbi dell’età giovane adulta.

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4 COMMENTI

  1. Bravo Carmine ci dispiace che il popolo non ti ha capito e non ha capito che Mercato San Severino ha bisogno di un sindaco presente sul territorio e non distratto da altri impegni pe i tantissimi problemi che deve affrontare questa citta a partire dalla sua situazione finaziaria

  2. Spero tanto ke il reparto di ginecologia non verrà chiuso xke’ funziona benissimo,ed io ke ho partorito la’ ci sta una buona echipe…quindi No alla chiusura.

  3. meno male che il popolo non lo ha capito……x due volte consecutivamente….chiediti il perchè er patata cotta da da dare in pasto ai maiali…

  4. Abbiamo difeso il nostro Ospedale, da soli, quando altri ne avevano decretato la chiusura. Ci siamo battuti, da soli, per farlo rientrare nell’Azienda Ospedaliera Universitaria e così’ lo abbiamo salvato. Figuriamoci se ora abbassiamo la guardia. Perseguiremo con convinzione l’intesa tra i Comuni dell’Alto Sarno e della Valle dell’Irno, ma nel rispetto di ruoli e […]

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