Rivoluzione CSTP, arrivano i bus di quartiere. Cambia il trasporto pubblico a Salerno

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CSTP_pullman_2In arrivo una vera e propria rivoluzione del trasporto pubblico locale che interesserà le linee del CSTP a partire da settembre. A darne notizia il quotidiano il Mattino che anticipa che ci saranno tre linee urbane «principali» e cinque circolari di quartiere. Il nuovo servizio urbano del CSTP si integrerà meglio con la metropolitana di Salerno. Le tre linee urbane avranno percorrenze nord-sud (ovvero asse Fratte-poste centrali) ed est-ovest (Mercatello-Teatro Verdi), con una cadenza di venti minuti. Le cinque circolari di quartiere, invece, percorreranno dei tragitti più brevi, con una cadenza media di 15 minuti.

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7 COMMENTI

  1. OVVIAMENTE QUESTA COPERTURA, TANTO PER CAMBIARE, NON RIGUARDERA’ I RESIDENTI DELL’AREA ORIENTALE DI SALERNO …LA CITTA’ DI SERIE “C”, DOVE TANTE PERSONE, ANCHE ANZIANI, PER RAGGIUNGERE UN MINIMO DI CIVILTA’ E LA FERMATA C.S.T.P. PIU’ PROSSIMA ALLE LORO CASE, DEVONO CAMMINARE A PIEDI PER CIRCA UN CHILOMETRO !!! ROBA DA SANTA INQUISIZIONE…
    VERGOGNA !

  2. Non male concettualmente. Bisognerà “strappare” ai signori che gestiscono la metro una frequenza migliore delle partenze.

  3. ERA ORA!!!
    finalmente un utile e speriamo organizzato servizio per una cittadina con tre direttrici principali che non è né Parigi o NYC.
    Intollerabili, in prima mattina ed in tarda sera, due-tre bus in fila indiana con l’indicazione “Fuori Servizio” che dal deposito di Fuorni verso il centro (e viceversa) attraversavano l’intera Città con passeggeri sulle diverse fermate lasciati tra l’attonito ed il ridicolo.

  4. bisognerebbe che il trenino urbano farebbe due corse in più dopo le 21.00 nelle due direzioni almeno per il periodo estivo.

  5. Ci hanno messo più di 25 anni per capirlo? Già allora, quando ero dipendente del cstp proposi una cosa del genere ovvero mezzi che lungo l’asse Salerno/Fuorni – Pagani, esercitassero un servizio una corsa “lunga” e successivamente tante piccole tratte di collegamento tra i rioni e i punti di maggior afflusso delle città.
    Questo modello doveva servire a rendere più efficienti i collegamenti non solo a Salerno, ma anche a Agropoli, Baronissi, Battipaglia, Cava, Fisciano, Pagani Vallo della Lucania, ovvero con un sistema di trasporto intermodale che facesse dei bus pubblici, il sistema di mobilità periferico e capillare del trasporto su ferro e perché no di quello via mare. Se si fosse fatto nei tempi giusti, forse oggi traffico e cassa integrazione sarebbero “perfetti sconosciuti”

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