Processione di San Matteo: la Curia di Salerno, “Mons. Moretti è sereno”

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San_Matteo_processione_1Continuano gli strascichi dopo la processione del Sato Patrono di Salerno dove si è registrata la contestazione delle “paranze”. Il day after è affidato alle repliche della curia salernitano
per quanto accaduto: “Si impone una riflessione per quanto è accaduto ieri. E’ necessario un cammino per ritrovare il senso religioso di questa processione”. Queste le parole di don Alfonso D’Alessio, direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali della Curia di Salerno. “Mons. Moretti è sereno e in queste ore sta ricevendo numerosi attestati di stima e di solidarietà” ha ribadito D’Alessio. Alla portineria della Curia, sono numerosi i cittadini che lasciano biglietti nei quali si attesta la vicinanza e l’affetto al prelato.

La Digos della Questura di Salerno, che ha scortato il vescovo Moretti per tutta la processione, ha avviato accertamenti per verificare eventuali fatti di rilievo penale. Il prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone, che ieri sera ha lasciato il corteo all’altezza della sede della Provincia e ha atteso il rientro in Cattedrale delle statue dei Santi. Le contestazioni dei portatori della statua di San Matteo nei riguardi dell’arcivescovo riguardano le sue disposizioni, impartite alla vigilia della processione: nessuna sosta della statua dinanzi alla caserma della Guardia di Finanza, di cui San Matteo è patrono nazionale, sosta ma nessun ingresso nel municipio e nessun tipo di “giro” della statua per “salutare” i fedeli. Le “paranze” sostengono che non si può cambiare una tradizione che dura da decenni.

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10 COMMENTI

  1. Chi ridimensiona e sottovaluta l’espressione SINCERA del popolo, pur condannabile, commette un grosso errore e soprattutto ha un grosso problema con la democrazia. Ieri l’Arcivescovo ha preso fischi ed insulti dall’INIZIO alla FINE della processione, SEMPRE. Chi insulta il popolo, definendolo “popolino” e “ignorante” è totalmente sulla cattiva strada, e se ieri il popolo ha scelto “Barabba” (come leggo da più parti), c’è da aggiungere che l’Arcivescovo ha interpretato PERFETTAMENTE il ruolo di “Ponzio Pilato”. A chi cerca di strumentalizzare l’accaduto suggerisco di alzare le natiche da sopra il divano e vivere di più questa città che, di presunti SNOB, ne ha piene le tasche (per non dire altro). Sindaci e Arcivescovi se ne vanno, Salerno e San Matteo restano.

  2. Se il “popolino”, cioè la gente umile e modesta che dovrebbe essere la più vicina alla Chiesa, fischia il vescovo, certo questi non dovrebbe stare tanto sereno.
    Per il credente il vino diventa sangue e il pane corpo di Dio, nel simbolismo del cannibalismo rituale del dio Attis, per il laico rimane pane e vino. Le religioni vivono tutte di simboli e segni. La processione diventa la discesa nel santo fra le gente e la chiamata a raccolta nel suo nome. Altrimenti basterebbe entrare solo nei luoghi di culto. San Matteo entra nella Municipio, luogo della massima espressione della vita comune per simboleggiarne la protezione, indipendentemente dal colore del Sindaco; viene rivolto al mare per ricordare le origini marinare della Salerno borgo di pescatori depredati dai saraceni mussulmani; saluta con i giri delle statue i vecchi rioni popolari. Questi sono i gesti semplici ed antichi della fede popolare in San Matteo, dell’appartenenza alla comunità salernitana indipendentemente dal credere in Cristo, in Maometto o nel Caso. Caro Moretti rifletti anche tu!

  3. Se il \”popolino\”, cioè la gente umile e modesta che dovrebbe essere la più vicina alla Chiesa, fischia il vescovo, certo questi non dovrebbe stare tanto sereno.
    Per il credente il vino diventa sangue e il pane corpo di Dio, nel simbolismo del cannibalismo rituale del dio Attis, per il laico rimane pane e vino. Le religioni vivono tutte di simboli e segni. La processione diventa la discesa nel santo fra le gente e la chiamata a raccolta nel suo nome. Altrimenti basterebbe entrare solo nei luoghi di culto. San Matteo entra nel Municipio, luogo della massima espressione della vita comune per simboleggiarne la protezione, indipendentemente dal colore del Sindaco; viene rivolto al mare per ricordare le origini marinare della Salerno borgo di pescatori depredati dai saraceni musulmani; abbraccia e saluta con i giri delle statue i vecchi rioni popolari. Questi sono i gesti semplici ed antichi della fede popolare in San Matteo, dell\’appartenenza alla comunità salernitana indipendentemente dal credere in Cristo, in Maometto o nel Caso. Caro Moretti rifletti anche tu!

  4. Creare due schieramenti fa bene solo a qualcuno. Salerno ne ha piene le scatole anche di chi dice “Se non ti piace, vai via da Salerno”. La città, come i Santi, non sono solo i vostri. Democrazia è rispettare le regole e conoscere e rispettare il pensiero altrui. Ieri è stata impedita una funzione religiosa a chi voleva pregare, da chi le regole se l’è fatte solo al momento secondo la propria ragione. Ripeto, che protesta è fischiare un Padre Nostro o la benedizione?

  5. e tu non tornare al Catechismo, sarebbe perfettamente inutile. E ricorda: i portatori sono uomini ……. proprio come certi preti che tu lecchi e giustifichi a tutto spiano!!

  6. Meglio non commentare. Se fossi il vescovo abolirei DEFINITIVAMENTE questa manifestazione pagana. Ma nelle grandi città si fa la processione nel giorno di Sant’Ambrogio a Milano, San Gennaro a Napoli o San Pietro a Roma?

  7. i bigliettini che vi avrebbero lasciato hanno lo stesso valore dei fischi di ieri: solo che i i fischi li avete avuti da tutto il popolo, i bigliettini…….bah….devo crederci…?? e tu sarest idirettore dell’ufficio per le comunicazioni sociali della Curia di Salerno?? sembri emilio fede!

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