Al Teatro Antonio Ghirelli di Salerno Iaia Forte è Tony Pagoda dal romanzo “Hanno tutti ragione”

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E’ Iaia Forte l’artista che, dopo il successo di “Dolore sotto chiave”, raccoglie il testimonedella stagione del Teatro Ghirelli – Fondazione Salerno Contemporanea,dal 13 al 16 novembre (giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 18) con la riduzione teatrale del romanzo di Paolo Sorrentino “Hanno tutti ragione” che l’autore premio Oscar ha adattato espressamente per lei. Forte indossa con disinvoltura i panni di Tony Pagoda, cantante napoletano cocainomane degli anni ’50, un personaggio (che riprende quello interpretato da Toni Servillo nel film Un uomo in più) che l’attrice ha voluto interpretare a tutti i costi immaginando che nel ghigno gradasso del crooner partenopeo si nascondesse un’anima femminile: “In teatro la verosimiglianza è relativa, è un luogo dove il naturalismo può essere bandito. Senza contare che adoro il travestimento e la trasfigurazione, fanno parte del mio mestiere e dell’esplorazione continua in cui un attore dovrebbe impegnarsi”.

“Tony – Hanno tutti ragione”, nasce dall’innamoramento che la Forte ha avuto sin da subito per il romanzo di Sorrentino uscito con Feltrinelli nel 2010: “Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo”…

La scena su cui si apre il sipario è quella di un concerto, il più importante nella vita e carriera del cantante, che deve esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione provocatagli dall’alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da sprazzi di memoria, epifanie, considerazioni sarcastiche che dispensa e racconta tra le note delle canzoni: “Un flusso di pensiero che, – dice Forte – avendo già interpretato Molly Bloom di Joyce, mi ha incantato come un negativo maschile allucinato e rauco di quell’urlo di amore di Molly, di quell’urlo a cui amo dar voce nei personaggi che incontro”.

Tony  è un vulcano in eruzione, un filosofo della sottocultura un dispensatore di aforismi e frasi ad effetto: “La vita è una meravigliosa rottura di coglioni. Ma su cosa dobbiamo concentrarci? Sulla rottura di coglioni? O sul favoloso? I comodi si adagiano sulla rottura di coglioni. Li rassicura. Come il telegiornale delle otto. Gli altri,cercano il favoloso. E non lo trovano. Perché lo hanno già vissuto.” Abita una vita eccessiva e mediocre, lussuosa ma povera, Tony. Ha un’opinione crudele per tutto e per tutti. La moglie: «Quindici anni fa, con mia moglie, si scopava da bufali. Ora è un oggetto d’arredamento»; la gente: «La gente, questa articolata organizzazione umana che crede sempre di sfilare sull’orlo di un precipizio senza ritorno, mentre sta solo trascorrendo la vita.  Confonde la monotonia col disastro. Un errore comune»; i sentimenti: «l’uomo, si sa, è come la Coca-Cola. Basta scuoterlo un po’ e attacca a spruzzare di tutto. Sangue e sentimenti. Calore e risentimento».

Per l’attrice napoletana si tratta di una seconda puntata salernitana, visto che lo scorso 30 ottobre ha messo in scena (con la complice drammaturgia di Ippolita De Majo con cui ha lavorato anche nel “Giovane favoloso” di Martone, ndr) “Ccà ce sto pur’io” ovverotutte le figure femminili che affollano l’opera di Eduardo De Filippo nel penultimo appuntamento delle giornate di studio “Eduardo con gli attori: forme della messinscena” (progetto a cura di Roberto de Gaetano e Bruno Roberti, promosso da un comitato di cui fa parte la stessa Fondazione Salerno contemporanea, le Università di Salerno, della Calabria, di Messina e suor Orsola Benincasa di Napoli nonchè la cineteca nazionale) al Teatro d’Ateneo dell’Università di Salerno, a Fisciano. L’attrice incontrerà il pubblico in teatro ed anche, venerdì 14 novembre alle 17, alla Libreria Feltrinelli in corso Vittorio Emanuele. Con lei ci saranno il professore Stefano De Matteis, docente di Antropologia culturale, e lo scrittore Diego De Silva.

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