Panorama d’Italia: così Salerno sta vincendo la scommessa sul turismo

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Panorama_eccellenze_salernoUna realtà come il porto di Marina d’Arechi, destinazione emergente nella nautica da diporto, ma anche le mete sorprendenti del
turismo speleologico; il milione di visitatoriall’anno che arriva a Salerno grazie alla crociere ma anche il turismo– tra elite e comitive popolari – che sfila incantato tra le colonne emozionanti dei templi di Paestum: sono quattro delle “eccellenze” che in mattinata nel Salone dei marmi di Palazzo di città hanno rappresentato il settore che negli ultimi anni ha davvero apportato alla città e alla sua provincia un vento nuovo di sviluppo economico e di opportunità, appunto il turismo, che ha se non altro potuto controbilanciare i colpi della crisi economica.

Il convegno “Incontro di eccellenze”, moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè, ha infatti voluto proporre al pubblico tre “zoomate” sui settori trainanti dell’economia salernitana, grazie appunto ad aziende e imprenditori eccellenti che hanno saputo resistere alla crisi ed affermare le loro eccellenti capacità sui mercati. Il turismo, si è detto; l’industria grafica, con il gruppo Boccia; ma anche l’agroalimentare, con l’industria conserviera, specializzata soprattutto nel pomodoro, che con 55 azienda fattura 1,5 miliardi di euro e distribuisce in tutto il mondo; ma anche con l’azienda casearia, con l’impresa Vannulo, la logistica, con Nuceria. Insomma, a Salerno non mancano certo competenze e capacità, e sono queste le premesse del riscatto, occupazionale e di sviluppo.

“Siamo qui per capire come si sfida la negatività” ha chiarito in apertura il direttore di Panorama Giorgio Mulé. “La chiave non è resistere ma agire: fare imprese significa trasformare i vincoli in opportunità» ha risposto Vincenzo Boccia, a capo dell’omonima azienda di Arti grafiche. L’avvento di Internet, anziché deprimerci ha ampliato la nostra visione di mercato, i dati dei clienti ora arrivano in fretta, dal mercato provinciale siamo passati a quello europeo”.

Boccia è un’azienda familiare da tre generazioni, come anche Nuceria Lab, specializzata, ha raccontato Paola Iannone, in packaging e cartotecnica e bollini ottici farmaceutici: «Siamo nati trent’anni fa a Nocera inferiore e oggi, con diramazioni a Milano e Torino, fatturiamo 50 milioni grazie a clienti importanti, anche mulitinazionali come Procter and Gamble”. Ancora industria efficiente e competitiva con il prodotto più forte della Campania e del Salernitano in particolare: il pomodoro, con 55 aziende, 10 mila addetti stagionali, un miliardo di euro l’anno di export, «e grandi margini di crescita» ha chiarito Giovanni De Angelis, direttore dell’Anicav, associazione nazionale industrie conserve alimentari vegetali.

«Il nostro pomodoro ha qualità uniche e non replicabili al mondo e sarà all’Expo, anche con un progetto, targato Federalimentari, sulla crescita della tecnologia applicata all’alimentare. Ancora industria alimenatre d’eccellenza con la quarta generazione della Tenuta Vannulo, rappresentata da Nicola Palmieri, che grazie al suo allevamento di bufale produce e vende mozzarelle a chilometri zero: «Mio padre ha creato dal nulla un’azienda multifunzionale, con tanto di museo interno e lavorazione a vista della mozzarella, che attrae i turisti anche solo per visite guidate (15mila l’anno). Ora stiamo sperimentando la cioccolata fatta con il latte di bufala».

E poi, largo alle eccellenze del turismo, con la Gallozzi Group, di Agostino Gallozzi che ha dato vita allo strategico porto di Marina D’Arechi. Sul turismo ha puntato anche Francescantonio D’Orilia, presidente della Grotte di Pertosa Auletta (e dell’Associazione del turismo speleologico), 60 mila visitatori quest’anno: «Spesso nel sud non abbiamo consapevolezza delle nostre ricchezze, la nostra grotta è turistica dal  1931, è la più antica del Sud, ed è un unicum per gli studi archeologico visto che lì 3500 anni fa c’erano le palafitte». D’Orilia è stato ovviamente in sintonia con Ugo Picarelli, responsabile della Borsa mediterranea del turismo archeologico, in prima linea nell’organizzazione di eventi culturali nel territorio patrimonio dell’Unesco.

Per crescere, hanno sottolineato un po’ tutti gli imprenditori passando la palla a Vincenzo Maraio, assessore comunale al turismo locale, servono però efficaci politiche di sviluppo, di messa in rete: « E’ vero che non ci può essere attrazione per una destinazione se non funzionano l’urbanistica e le infrastrutture» ha argomentato Maraio «Noi ce la stiamo mettendo tutta: abbiamo ribaltato l’immobilismo, abbiamo aumentato del 40 per cento gli sbarchi crocieristici e, con 120 bed and breakfast, raddoppiati in pochi anni, la ricezione turistica. E poi abbiamo realizzato grandi opere di architettura contemporanea, puntato sul teatro. Non è vero che con la cultura non si mangia».

Tra il pubblico, una quindicina di studenti dell’Accademia Italiana di Francesca Romana Memoli, scuola di italiano per stranieri eccellente a livello nazionale, tanto da curare i corsi per l’Ambasciata Usa a Roma. Anch’essa, parte di questo dinamismo salernitano che, oltretutto, genera indotto turistico per i tanti stranieri che attira in città. Con le eccellenze s’è fatta ora di pranzo, momento premiante per il pubbico di “Panorama d’Italia”, accorso al Lloyd Baia Hotel dove Nicola Pignatelli, sous-chef del Don Alfonso di Sant’Agata sui due golfi, ha preparato tonno in gelatina di limone e salsa di prezzemolo. Un piatto storico del leggendario ristorante (i limoni sono quelli coltivati nel suo parco, dove si produce biologico dall’85) che come ha spiegato la proprietaria Livia Iaccarino, “racconta il territorio”.

Nel suo show-cooking Pignatelli si è esibito mettendo a bagno la colla di pesce con acqua e ghiaccio. Quindi ha frullato sedano, carote e cipolle con il tonno rosso, l’olio extravergine e un goccio d’acqua e ha montato a parte gli albumi. Il tutto è stato poi versato in una placca e messo a riposare in frigo. Per la gelatina ha messo in frigo il succo di dieci limoni, cui aveva aggiunto della gelatina. Ultimo atto: la mousse di tonno è stata adagiata in una formella circolare e in cima è stata applicata la salsa di limone, impreziosita da una chip di prezzemolo croccante. Ma si è dato da fare anche il resident chef Mario Salvatore, preparando per gli ospiti un buffet ricco di piatti della tradizione: dai salumi di San Gregorio al baccalà in origano al babà, alle linguine con la colatura di alici di Cetara.

Panorama_SalemmeNel pomeriggio, alla ribalta un grande protagonista del teatro e del cinema, amatissimo dal pubblico che ha gremito (posti in piedi!) il Saone dei Marmi a Palazzo di città: Vicenzo Salemme. “Fin da bambino”, ha raccontato, mi sono accorto che facevo ridere. Anche stamattina sono andato dal barbiere e la signorina è schiattata a ridere appena m’ha visto e mi ha detto: “Non dovete parlare, se no non ce la faccio”. Una chiacchierata simpaticissima, interrotta da continue risate, quasi un momento di cabaret ma autentico, nel racconto semplice della grande passione di un artista. “Ci sono modi nuovi di ridere? Non credo; la gente è cambiata? Macchè, sono cambiamenti lentissimi, c’entra l’evoluzione della specie. Quel che trovo di nuovo nella gente è lo spavento, le persone sono un po’ più spaventate. Quando gli porti un messaggio sereno, allegro, si rincuorano, non si sentono più sole”.

Quali sono i sogni di Vincenzo Salemme, gli ha chiesto Piera Detassis, la bravissima direttrice di Ciak che lo ha intervistato: “No, io sto bene, ho un amore, ho tante persone che mi vogliono bene, nella vita trovare la sala piena è un privilegio che…quando vedo tante persone che sono venute a sentire me dico ‘veramente esiste Dio’”. E cos’è l’amore? “E’ un privilegio davvero, la vita è bella quando c’è qualcuno che ci vuole bene. La gente cerca l’amore per essere felice, e invece bisogna essere felici per trovare l’amore…”.

Sempre all’insegna dell’amore, ma quello per Dio e per il prossimo, si è conclusa la terza giornata di “Panorama d’Italia” a Salerno, con Padre Enzo Fortunato, francescano d’Assisi, intervistato da Giorgio Mulè sul suo recente successo letterario “Vado da Francesco”. La storia di questo immenso, continuo, crescente pellegrinaggio di personaggi di ogni estrazione e provenienza che negli ultimi anni sono andati ad Assisi a confrontarsi con la figura del Santo poverello, oggi più che mai celebrato dalla scelta del nome fatta – per la prima volta nella storia della Chiesa – da Papa Bergoglio. Tra cui Santa Teresa di Calcutta che, in visita ad Assisi quando era in visita anche Papa Giovanni Paolo Secondo e disse una preghiera meravigliosa: “Rivolgiamo la nostra preghiera a Francesco d’Assisi, lui che seguì alla lettera gli insegnamenti del Padre, di insegnarci ad amare, di insegnarci a capire, a donare fino alla sofferenza”. Con tanti aneddoti straordinari come quello di Papa Wojtyla che si alzò molto presto, prima di incontrare il custode del Sacro Convento, e richiesto di una spiegazione rispose: “Se prima non parlo con Lui, a questi cosa gli dico?”.

L’ULTIMO APPUNTAMENTO. Sabato, quarta e ultima giornata di Panorama d’Italia a Salerno, con un “menù” molto denso. Alle 10,30, al Palazzo Arcivescovile, nel Salone degli Stemmi, intervista pubblica con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro per il format “Presidente mi spieghi” in cui il capo della giunta campana risponderà anche alle domande dei cittadini. A seguire, nella stessa sede, intervista via Skype con il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, che verrà poi martedì in città per partecipare all’assemblea annuale di Confindustria Salerno. E alle 12,45, sempre nel Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile, conferenza stampa di presentazione di Panorama Academy, la nuova iniziativa editoriale di Panorama e dell’Università telematica Pegaso per la formazione on-line in cinque settori trainanti dell’economia, con il contributo di docenti-testimonial di grande prestigio come Alfonso Iaccarino, del ristorante Don Alfonso, Vittorio Sgarbi, Alessandro Cecchi Paone, Michele Lupi e Fernando Napolitano. Nel pomeriggio, infine, con inizio alle 16, di nuovo nel Salone dei marmi del Palazzo di città, l’ultimo atto di questa ricca kermesse: l’intervista pubblica di Alfonso Signorini a Simona Ventura, una grande protagonista della televisione, che racconterà la sua carriera e i suoi programmi per il futuro.

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3 COMMENTI

  1. IL TURISMO A SALERNO? MA SIAMO A SCHERZI A PARTE ? A VEDERE COSA? LA CATTEDRALE DI PALERMO? IL CASTELL’OVO DI NAPOLI,L’ARENA DI VERONA? IL PONTE VECCHIO DI FIRENZE? IL DUOMO DI MILANO? PIAZZA GRANDE A BOLOGNA? MA POVERI NOI,A SALERNO IL TURISMO DELLA LAMPADINE DI NATALE? TUTTA GENTE DELLA CAMPANIA E LUCANA QUESTO E’ TURISMO??????

  2. Intortatevela come volete, ma Salerno, non è città turistica. Spendete milioni di euro per poter dire queste sciocchezze, ma a Salerno non c’è stata una svolta turistica e mai ci sarà. Se pensate che una città costiera abbia come principale attrazione turistica, una gigantesca festa paesana, con lampadine cinesi, montate da ditte napoletane e che si tiene tra fine autunno e inizio inverno, allora diventerà solo la capitale del provincialismo e dell’appariscenza. Salerno sembra una vecchia baldracca che si mette tutta in tiro per rimorchiare più clienti possibili in una notte, per tutte le notti delle luci d’artista. Tutto questo, per nascondere il marciume, fatto di clientelismo e corruzione, di mentalità mafiosa ed arroganza dilagante, che la sta divorando, dall’alto verso il basso.

  3. A pastenese solo di residenza,……….
    Povero Cilento che ti ha dato i natali. Fortuna che in quelle terre ci sono natali ben più di spessore.
    da: unn Cilentano orgoglioso di risiedere a Salerno.

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