Mercato S.Severino: consegna di un attestato della Camera di Commercio alla Pasticceria Imperio

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Mercato_San_Severino_Palazzo_Vanvitelliano“Nell’aula consiliare “Carmine Manzi” del Palazzo Vanvitelliano, giovedi 27 novembre, alle ore 11, la storica pasticceria Imperio  di Mercato S. Severino riceverà un attestato dalla Camera di Commercio, riconoscimento che la annovera tra le botteghe artigianali storiche”. Così il sindaco Giovanni Romano. “E’ con orgoglio” – dice il primo cittadino –“che ospitiamo la cerimonia di consegna del riconoscimento, da parte del presidente della Camera di Commercio Guido Arzano, alla pasticceria Imperio, nata prima dell’Unità d’Italia ad opera di Donato Imperio. Un pezzo di storia della nostra Città  che rimanda all’arte della spezieria, ai sapori e ai profumi dispersi ormai nella memoria. Donato Imperio era uno “speziale manuale”, specializzato nella preparazione di infusi e farmaci semplici, un alchimista incluso nella lista degli esercenti che furono oggetto di controllo da parte di pubblico ufficiale nel 1864”.

“La pasticceria Imperio” – aggiunge Giovanni Romano –“ attraversa gli eventi storici dell’Italia, rimanendo in piedi anche quando il Paese non aveva ancora superato le conseguenze del grande conflitto e si accingeva ad affrontare un altro evento bellico. Il locale, in quegli anni, si trasforma nel “salotto bene” della cittadina, un punto di incontro per l’allora sindaco Ettore Imperio e per i professionisti della cittadina che si riunivano per un quotidiano scambio di idee”. Con orgoglio il sindaco ricorda le vicende che, nel corso degli anni,hanno interessato l’antica pasticceria, mantenendo inalterata la sua fama.“Nel primo ‘900 l’esercizio viene ereditato dal figlio Cesare, che incrementa la lavorazione di dolciumi secchi e sciroppi, arricchendola in seguito con numerosi dolci tipici della tradizione napoletana grazie al fondamentale apporto del maestro pasticciere “Don Gabriele”, che aveva precedentemente lavorato  presso importanti e storiche pasticcerie della città partenopea e della cui arte rimane tutt’oggi un antico ricettario scritto di suo pugno. Sono, però, anche anni di povertà e numerosi giovani si danno da fare per “imparare il mestiere”.

La pasticceria accoglie numerosi lavoranti, insegnando loro le  tecniche di lavorazione dolciaria o impiegandoli come garzoni in occasione di buffet e  rinfreschi per matrimoni che all’epoca si svolgevano nelle case ed erano completamente a base di dolci. Nel 1950 Giovanni Pierri, che sin da ragazzo aveva lavorato presso questa pasticceria,  rileva l’attività da Cesare. Egli continua la tradizione dolciaria nello storico locale, conservando i saperi acquisiti nel corso degli anni trascorsi sotto la direzione del titolare Cesare Imperio e del mastro pasticciere don Gabriele. “

“Oggi” –conclude Romano –“ la titolare è la signora Anna, subentrata dal 1993 nell’esercizio dell’attività dolciaria al padre Giovanni; coerente con la tradizione, punta sul metodo artigianale della confezione  dei dolciumi, essendo i prodotti rivolti ad una clientela che continua a riconoscere nella pasticceria “Imperio” un punto di riferimento della storia locale ed un posto unico, dove, immagini, odori e sapori, fanno rivivere i piacevoli ricordi dell’infanzia.”

Il 17 Marzo 2011, durante le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, il Comune di Mercato S. Severino attribuì alla storica pasticceria targa di riconoscimento pubblico con inciso: “Alla Pasticceria Imperio nata ancor prima dell’Italia Unita e in Essa, da sempre, custode della migliore tradizione dolciaria della Città. Nel 150esimo anniversario della fondazione dello Stato Italiano“. La storia non scritta, quella che si tramanda di generazione in generazione, racconta che proprio in questi locali si fosse svolta più di una segreta riunione carbonara dell’Italia pre-unitaria essendo collocata  Mercato S. Severino in una posizione particolarmente favorevole, al confine tra Napoli, Avellino, Salerno e Benevento, luoghi questi dove la Carboneria fu particolarmente attiva nel 1820-1821..

 

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