Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno altri 5 licenziamenti e cessazione delle attività

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parco_scientifico_salernoAltri 5 licenziamenti e cessazione delle attività al Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno. Questo quanto comunicato dall’azienda alle Organizzazioni Sindacali dopo mesi di appelli, audizioni, incontri e assemblee aperte tendenti a cercare possibili soluzioni per il rilancio della struttura a salvaguardia delle professionalità impegnate. Già poco più di un mese fa 14 licenziamenti e la decimazione del personale occupato. Nonostante l’annunciato rientro dallo stato di liquidazione e una possibile ricapitalizzazione e nonostante i 20 milioni di euro di progetti in portafoglio. Molti i dubbi già avanzati, molte domande che sono rimaste senza risposta.

Il silenzio drammatico di soci e Istituzioni locali, che ha accompagnato questa vertenza, resta l’unica costante. Oggi, nessuno può dire di non essere a conoscenza della situazione di questi lavoratori. Nessuno può considerarsi esonerato da responsabilità verso queste persone e famiglie, soprattutto in merito a come è stato realizzato il percorso che, anziché al rilancio, ha portato alla chiusura delle attività.

Pochi, pochissimi hanno tentato nei mesi di agire con OO.SS. e lavoratori perché non si giungesse a questo epilogo. Quei pochi che, Organizzazioni Sindacali e lavoratori, hanno sempre tenuto presente perché è nata questa struttura e quante opportunità e progettualità ha riversato sul territorio, con l’impegno e le capacità di tutte le maestranze. Il nostro Presidente del Consiglio va nella Silicon Valley a congratularsi con ricercatori e spin-off. E qui ci si dimentica che i Parchi Scientifici nel Mezzogiorno sono nati proprio per replicare quel modello. Ma è una cattiva memoria a intermittenza se, come è noto, la Regione in primis da tempo è promotrice di un Sistema Regionale per l’innovazione e lo sta concretizzando in questi mesi.

E allora: c’è bisogno o non c’è bisogno del lavoro del Parco? E perché la Regione nella Legge di riordino delle partecipate tiene da parte questa struttura? E perché i soci e il Parco non dicono niente su questo? E perché anche sulla mobilità del personale tra partecipate vediamo solo chi fa spallucce? Non ci appassionano i contenitori ma a pesare male non si sbaglia, e non vorremmo che, spente le ceneri di questa realtà, ci si accorga che sul territorio c’è un vuoto da colmare e si rifaccia tutto daccapo o vengano da altre parti a darci lezioni. Perché, nel dramma della crisi, c’è il dramma di come si pensa allo sviluppo economico e industriale dei nostri territori.

Il dato, oggi, è che, con insopportabile indifferenza, si disperdono intelligenze e si mandano a monte milioni di euro di progetti. Le Organizzazioni Sindacali ed i lavoratori tutti continueranno a lottare perché questa ingiustizia non si compia e continueranno a vigilare su tutti gli atti che verranno posti in essere dai prossimi giorni per tutelare dignità e prospettive di questi lavoratori. Le OO.SS. produrranno una immediata e urgente richiesta di incontro in Prefettura a chiederanno di invitare a presenziare tutti i soci pubblici del Parco.  E’ dovere di tutti dare il proprio contributo per trovare possibili soluzioni a questo ennesimo attacco all’occupazione ed alle potenzialità di sviluppo del nostro territorio.

Comunicato CGIL Salerno e FIOM CGIL

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