Salerno, negozio Coin rischia chiusura, apprensione per 13 lavoratori

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salerno_01coinLa FILCAMS CGIL di Salerno ha chiesto alla Direzione Territoriale Del Lavoro di convocare urgentemente la COIN S.p.A. in seguito all’avviso pervenutoci circa l’imminente chiusura del punto vendita.

Se da un lato siamo preoccupati fortemente per l’aggravarsi della già critica situazione occupazionale della città, che vedrebbe gli ennesimi 13 lavoratori perdere di punto in bianco e senza appello il proprio posto di lavoro, dall’altro il paventato abbandono della nostra provincia da parte di una realtà rinomata quale è lo storico marchio COIN rende ancor più drammatico il panorama commerciale attuale. Sembra impossibile, eppure il famoso negozio di Corso Vittorio Emanuele chiuderà i battenti, testimoniando un’inverosimile perdita di interesse per una piazza vivace quale sta diventando la città di Salerno, a cui – paradossalmente negli stessi giorni – sembrano accorrere altri marchi internazionali, attratti forse anch’essi dalle sfavillanti luci che fanno nutrire speranze di nuovo respiro per l’economia turistica e commerciale della città.

La chiusura dovrebbe avvenire, secondo i propositi espressi dai vertici COIN, proprio a ridosso delle feste natalizie, listando così a lutto uno scorcio della maggiore via pedonale cittadina proprio nei giorni in cui per tradizione lo shopping natalizio affolla lo storico negozio, registrando i maggiori incassi: ultima scelta imprenditoriale, questa, di una lunga serie che ha da tempo fatto presagire ai 13 dipendenti in forza la volontà di soffocare le potenzialità del punto vendita, come ad esempio la silente trasformazione dello stesso in outlet del marchio. Salerno non può subire in silenzio una ulteriore ferita inferta al tessuto cittadino né può rimanere indifferente alle ripercussioni occupazionali che una operazione del genere produrrà. La FILCAMS CGIL non mancherà dal dare il proprio pieno e completo sostegno a salvaguardia dell’occupazione e della serenità delle lavoratrici e dei lavoratori, mettendo in atto tutte le azioni di lotta e di tutela possibili.

 

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6 COMMENTI

  1. La CGIL? Sono buoni solo a prendersi i soldi dalla busta paga dei lavoratori.Anzi da me se li prendevano anche dall’indennità di disoccupazione: Per quanto riguarda la chiusura della COIN si ha la dimostrazione che il commercio non vive delle luci e dei croceristi che sbarcano a Salerno.

  2. Immagino anche i fitti in quella zona.
    Cifre fuori dal mondo per mantenere 4 mura in piedi!
    Tasse su tasse, anticipi sugli anni successivi, contributi di tutti i tipi. Chi prova a fare impresa viene visto come il nemico da spennare con un compiacimento che fa incazzare parecchio.
    Mo voglio vedere se si compiacciono di aver perso tutte le entrate di cui sopra.
    Quando si arrenderanno? Mai. Quando il ciclo accelererà me ne devo fare risate amare.

    P.s. sono un dipendente (non di Coin)

  3. Dispiace per COIN che era un bel negozio e del quale mi sono servito spesso ma negli ultimi anni esponeva merce di qualità non eccezionale in una struttura di livello medio-alto; forse i tempi non sono buoni…

    Analisi:
    Comunque il problema non é solo di COIN ma é generale ed é di natura politico-economica: l’economia basata sul neoliberismo sfrenato imposto dalla Tatcher ha provocato l’impoverimento totale dei 2/3 della popolazione occidentale (30mln di persone in GB non ha la casa di proprietà e vive ai margini) nonché l’indebolimento della sfera di influenza.
    Ci hanno ripetuto che non siamo mai stati così liberi di scegliere, ma la libertà che non è collegata al successo è molto limitata e 30 anni di neoliberismo, di libero mercato e privatizzazioni hanno lasciato il segno. Ecco perché COIN chiude.

  4. ma ‘ste luci non dovevano portare prosperità,soldi,benessere?A parte cuopperie e mercatini gestiti da tirolesi soldi qua non se ne vedono.In compenso però hanno distrutto parzialmente la villa comunale (e noi cittadini paghiamo)

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