Riforme: asse Chiamparino – Caldoro, revisione Regioni si impone

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Confindustria_Salerno_18_Caldoro“Si sta cambiando il Titolo V della Costituzione e superando il bicameralismo: crediamo sia importante non perdere questo treno ad alta velocità. E’ il momento di affrontare il tema del ruolo delle Regioni anche mettendo in campo strumenti, che già esistono come l’art.132, di autoriforma”.

Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino, al termine della seduta straordinaria odierna, augurandosi che, sul tema, che ci sia presto un incontro con il premier Renzi e con il Governo. 

 L’idea dei governatori, ha spiegato Chiamparino, è di presentare una proposta di riordino dell’assetto delle Regioni: “dopo 44 anni, una revisione si impone. Io sono favorevole ad avviare un processo di aggregazione, in modo non illuministico, su compiti e materie che possano essere messe in comune”.

“C’e’ una chiara volontà delle Regioni di essere protagoniste del processo di riforma che le riguarda e che non può essere gestito dall’alto, come architetti”. Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che è apparso soddisfatto per il fatto che il tema dell’autoriforma delle Regioni sia stato affrontato anche dal presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. “Credo sia un passo avanti parlare di autoriforma delle Regioni prevista anche dall’articolo 132 – ha aggiunto Caldoro – è un processo che va avviato dal basso, utilizzando l’articolo 132, che prevede appunto poteri sostituitivi. Noi siamo pronti”.

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1 COMMENTO

  1. Sergio Chiamparino e’ un grande, credo e spero che possa essere il nostro futuro.
    Uomo competente, preparato, riservato che non ha bisogno di visibilita’ a tutti i costi per far parlare di se’ e per farsi apprezzare e conoscere, sono i fatti che parlano per lui.
    Non dimentichiamo che e’ stato gia’ sindaco di Torino, l’ha amministrata con discrezione per lui hanno parlato i suoi cittadini che l’hanno amato come sindaco e sicuramente oggi i piemontesi tutti saranno fieri di averlo come governatore della regione.
    Ci vorrebbero piu’ uomini politici come lui, che sia da esempio e monito per i tromboni che ci sono oggi a capo di amministrazioni locali.

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