Salernitana: “Top e Flop” tra gli stranieri granata

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Roberto_MerinoAndrei Cristea è il terzo giocatore straniero dell’attuale rosa granata, il primo rumeno e l’ultimo di una lunga serie che si è aperta quasi vent’anni fa La storia granata racconta di diversi stranieri che si sono alternati nel corso degli anni, molti di questi si sono rivelati dei flop. Solo alcuni sono riusciti a fare la differenza e hanno conquistato un posto di prestigio tra i ricordi del passato. A fare da apripista su questo fronte sono stati nel ’96, gli olandesi Jansen e Ferrier, che approdarono nella Salernitana che disputava il campionato di serie B. A seguirli in quella stagione qualche mese dopo, anche l’australiano Tiatto ed il sudafricano Masinga. Solo a quest’ultimo sono legati piacevoli ricordi (vedi il gol contro il Castel di Sangro che consentì alla squadra di Varrella di conquistare la salvezza), mentre gli altri tre sono finiti nella lista delle meteore che non hanno lasciato il segno.

Dello stesso elenco fanno parte il croato Vukoja ed il polacco Bak, approdati nell’anno della serie A. Il primo, attaccante, ha collezionato una sola presenza in maglia granata, il secondo, a causa di problemi fisici, venne rispedito al mittente. In quella stessa stagione con la casacca della Salernitana scese in campo anche il difensore camerunense Song. Per lui quattro presenze prima del passaggio al Liverpool. Da non dimenticare anche i serbi Bolic (diverse presenze tre gol segnati) e Kristic che nonostante le sue due sole apparizioni, si ricorda per il gol segnato al Bologna in cui Menichini era in panchina come vice di Mazzone.

In quel campionato di massima serie con la maglia granata esordì in A anche il ceco Vaclav Kolousek che aveva saputo ritagliarsi il suo spazio anche nella stagione precedente. Il centrocampista dal ’97 al 2000 ha collezionato 30 presenze e due gol con la Salernitana, prima di tornare all’inizio del 2003/04 stagione in cui ha fatto solo poche apparizioni. Non fu particolarmente fortunata invece l’esperienza nel 2000, in cui arrivano il difensore francese Ciprien, il centrocampista olandese Ely Lohuenapessy e l’attaccante argentino Quintero. Tre elementi rimasti nella storia granata non di certo per la loro bravura. Nel successivo campionato l’argentino Lazzaro si ricorda solo per il gol segnato al San Paolo al 94′ e che consentì alla Salernitana di agguantare la storica rete del pari nel derby col Napoli.

Dello stesso periodo è anche il brasiliano Babù, la cui esperienza è stata comunque discreta con due stagioni, 27 presenze e tre gol in granata collezionati con i granata. In quegli anni si segnalano anche giocatori stranieri che hanno poi vestito le maglie delle rispettive nazionali come il difensore ivoriano Zoro, il centrocampista svizzero Di Jorio o l’uruguaiano Nomvethe che, gettato nella mischia da Pioli segnò anche due gol. Non rappresentava di certo una scommessa invece la punta albanese Bogdani che sempre nel campionato 2003/04 collezionò 38 presenze ed otto gol. Nella gestione Aliberti l’elenco sarebbe ancora lungo, dal quintetto del 2002/03, NigmatullinDobrjevicTecoGonzalez Bondi passando per le imprese di Caballero,Leandro Veron nel 03/04 o, ancora, quelle di BrellierAslund Mendi nel campionato successivo. Negli anni della gestione Lombardi, come non ricordare Bengua, Morete, Bardeggia o Strauss.

Su tutti però spicca la tigre della Malesia, Juan Manuel Arostegui, presentato come il nuovo Batistuta. In quegli anni con Fabiani direttore sportivo arrivarono anche gli argentini Barrionuevo e Turienzo. Chiudono la lista il brasiliano Machado e l’ungherese Szatmari (21 presenze in granata) il difensore greco Kyriazis. Da non dimenticare l’unico straniero che nella gestione Lombardi ha lasciato il segno il peruviano Roberto Merino, il Maradona delle Ande. Con Lotito e Mezzaroma fino ad ora gli stranieri non hanno particolarmente brillato, eccezion fatta per il francese Mounard e il brasiliano Gustavo . Per il resto i vari Fofana, Topouzis, Adeleke ed Emmanuel non hanno fatto la differenza. Ad invertire la rotta quest’anno ci ha pensato Calil, mentre si si aspetta di vedere ancora all’opera il miglior Gabionetta e presto toccherà ad Andrei Cristea…

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11 COMMENTI

  1. Shala era un buon giocatore…Nomvethe era Sudafricano non Uruguaiano.
    Ma poi come dimenticare nell’era Lombardi, Fabinho e Jefferson??

  2. lotta e’ grande si rialza sempre segneraaaaa masinga goooool masinga gooooolllll fece due malattie in casa con il brescia…..grande

  3. avevamo anche un brasiliano…Dos Santos…che poi ”fuggì” letteralmente in Brasile!….e con Delio Rossi anche Belmonte!

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