Sanità, Gambino attacca Squillante: «Stop a decisioni frutto del principio ‘dell’uomo solo al comando’»

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gambino_regione_campaniaAd oggi, nonostante il roboante annuncio nessun tavolo tecnico è stato ancora istituito e si continua sull’errata strada di sempre favorendo ed assumendo decisioni non concertate con gli organismi rappresentativi e, soprattutto, non fondate su un piano strategico reale, concreto, logicamente comprensibile e preventivamente conosciuto da tutti, la cui assenza determina, poi e come è avvenuto e sta avvenendo, legittime rimostranze e comprensibili malumori non solo in chi quotidianamente opera nelle strutture sanitarie ma anche, e soprattutto, nei cittadini cui oggettivamente riesce difficile comprendere le ragioni di scelte che molte volte appaiono decisamente illogiche e frutto di ragionamenti che difficilmente sono spiegabili”.

E’ quanto scrive il consigliere Regionale in una lettera inviata al manager dell’Asl Salerno 2 Antonio Squillante.

Si fa a gara a tenere, da un lato, incontri riservati in stanze chiuse poi seguiti da annunci ad effetto mediatico ed elettorale, dall’altro lato, a ripercorrere la facile strada dello scaricabarile e delle lamentele puerili – prosegue Gambino -.

Sono convinto – da osservatore attento – che una serie di decisioni assunte potevano essere evitate e, soprattutto, sono cosciente che un manager a tempo non può impegnare una ASL per i prossimi anni con decisioni frutto del principio “dell’uomo solo al comando” che, Renzi docet, molte volte comporta scelte sbagliate pagate poi dalle comunità amministrate.

In tal senso non riesco a comprendere, infatti, l’esagerato e spasmodico ricorso a procedure di esternalizzazione dei servizi soprattutto quando rilevo che esse, oltre ad impegnare per i prossimi anni la ASL, non sono fondate sull’elaborazione – preventiva e concertata – di un complessivo piano ragionato e conosciuto di riorganizzazione del personale e dei servizi (118, assistenza domiciliare, pulizie, convenzionamento esterno, etc.), né sono rispettose dell’impegno e della professionalità dimostrata – in lunghissimi anni di impiego anche extra funzioni contrattualizzate – dal numeroso e qualificato personale precario in forza alla ASL Salerno, né sono recettive del principio costi/benefici reali conseguiti.

Francamente non capisco, evidentemente per miei limiti e di questo mi scuso preventivamente, come si possa non riconoscere –ovvero non dispiegare ogni energia ed impegno possibile per riconoscere – diritti sacrosanti dei lavoratori (ndr. fondi contrattuali per le fasce di carriera ad esempio) celandosi dietro alla “ mancanza dei fondi” ovvero “ è un problema della Regione”.

Allo stesso modo non riesco a comprendere come si possa anche solo pensare, ed addirittura sostenere in incontri che dovrebbero essere chiarificatori, di “mandare a casa” a Giugno 2015 lavoratori precari (ndr. Progetti ex CIPE) che da anni (2003) dispiegano il proprio impegno, le proprie capacità, le proprie professionalità al servizio della ASL Salerno (anche in funzioni e compiti che dovrebbero essere di pertinenza del personale ordinario della ASL) e, poi, contemporaneamente lavorare ed operare per “l’affidamento esterno dei servizi svolti da questo personale a favore di cooperative sociali e/o strutture analoghe del cd. terzo settore”.

Ancora, e non per ultimo, mi riesce difficile condividere – anche in presenza della necessità di rientro dal deficit sanitario ereditato dalle irresponsabili gestioni del centrosinistra – le scelte in materia di politica operativa del personale sanitario impegnato nei P.O. del territorio, scelte che si preoccupano poco, o nulla, delle deficienze organiche sussistenti che impediscono il corretto funzionamento dei servizi erogati o che potrebbero erogare”.

On.le Alberico Gambino

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