Strage di Sassano, rinviato a giudizio Gianni Paciello. Rischia 15 anni di carcere

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sassano_1_incidenteGianni Paciello il 22enne che il 28 settembre scorso uccise con l’auto quattro ragazzi, tra cui il fratello, sarà processato. Il gip di Lagonegro lo ha rinviato a giudizio fissando la prima udienza al 21 aprile. Il giovane è accusato di omicidio colposo plurimo aggravato. Nell’incidente persero la vita Luigi Paciello, 14 anni, i fratelli Giovanni e Nicola Femminella, di 17 e 22 anni, e Daniele Paciello, 15 anni. L’accusa a carico del ventiduenne che era stata inizialmente ipotizzata era quella di omicidio volontario poi derubricata a quella di omicidio colposo. Attualmente Gianni Paciello si trova agli arresti domiciliari in una struttura protetta al di fuori della provincia di Salerno. Ora rischia fino a 15 anni di carcere. Ieri LIRATV ha intervistato Maria Paciello e Lina Femminella le mamme di tre dei quattro ragazzi morti mentre erano seduti all’esterno del bar.

Nella loro drammatica testimonianza avevano dichiarato alla giornalista Simona Cataldo:

“E’ stata una disgrazia annunciata. Ci sono capitati i nostri figli ma poteva trovarsi chiunque lì o in un altro posto”. A dirlo Maria Paciello la mamma di Daniele Paciello (solo omonimo dell’altro ragazzo morto e del conducente dell’auto).
Lina Femminella che gestiva il Bar dove è accaduta la tragedia, la madre di Giovanni e Nicola racconta che il bar non è stato più riaperto con l’invito di non depositare fiori perché “quello non è un luogo di ricordo ma di morte”.Poi dice: “ Chiediamo giustizia anche se questo non ci ridarà i nostri figli”.
Maria Paciello aggiunge: Vogliamo che paghi pienamente per quello che ha fatto. Basta con i sotterfugi. Basta con i perdoni. Tutti sapevano come guidava l’auto. Era stato richiamato più volte ed anche i genitori edano stati avvisati del comportamento del figlio. Nessuno ha fatto niente anzi, per premio, gli è stata comprata l’auto più potente”.
Poi altri particolati: “Spesso faceva la rotatoria in senso orario o contromano. Chi ha visto i filmati ci ha detto che i nostri ragazzi hanno tentato di allontanarsi ma non ce l’hanno fatta andava. L’auto andava troppo veloce. Rivivere la tragedia nel processo sarà dura. Speriamo e confidiamo nella giustizia e che almeno paghi per quello che ha fatto. Una tragedia del genere non può succedere unì altra volta”.

 

 

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