A Salerno procede “Quelli che la danza” con tre spettacoli con le compagnie Excursus e Borderline

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canto_orfeoProcede con tre rappresentazioni Quelli che la danza, la rassegna itinerante, a cura di Mario Crasto de Stefano, e del danzatore e coreografo Claudio Malangone, realizzata sotto l’egida del Teatro Pubblico Campano. Venerdì 6 marzo (ore 21) ad aprire le danze, sul palco del Centro Sociale in via Vestuti, sarà la compagnia Excursus con estratti dal lavoro coreografico “Colori proibiti” su coreografie di Ricky Bonavita che è anche interprete della piece, ispirata dalla lettura dell’omonimo romanzo del 1951 dello scrittore giapponese Yukio Mishima, insieme a Valerio De Vita. Al centro della scena, la riflessione sui rapporti amorosi intergenerazionali. Nello spazio stilizzato di una stanza chiusa il coreografo esplora la relazione fra i protagonisti di diversa età ed esperienza di vita, attraverso il pathos della danza e la complicità e la dinamica dei corpi.

Una scenografia essenziale che evidenzia i limiti di questo gioco e allo stesso tempo la sofferenza che implica. Seguirà “Wild Eyed”, sempre a cura di Excursus per le coreografie di Valerio De Vita che ne è anche unico interprete. L’assunzione della terapia orale, in questa seconda performance, scandisce come momento ripetitivo la giornata di chi soffre di disturbi mentali; si tratta di un atto importante e complesso, frutto di una trattazione che coinvolge come soggetti attivi sia il paziente che la struttura clinica a cui si affida. Il lavoro coreografico si sviluppa a partire da quel momento che si pone come limite di atti fisici e di visioni che sfuggono la classificazione e il giudizio, ma che rivendicano il diritto di essere incluso nel mondo reale proprio per il limite volontario a cui si relazionano.

In conclusione, la compagnia Borderline Danza proporrà in anteprima “Il canto di Orfeo” su coreografie di Claudio Malangone. Sul palco saliranno Luigi Aruta e Alessandro De Santis. La strada lunga di paure ormai compiuta – si legge dalle note di regia – Euridice saliva all’aria della terra dietro ai passi di Orfeo……. e poi più non vide lui che vaghe ombre toccava, lui che voleva parlare della luce…” Nell’atmosfera impalpabile dell’attesa e della dolorosa e masochistica reminiscenza del passato i due protagonisti rimangono nello stesso posto, incatenati dalla separazione, dalla distanza, dal perdersi o dal non ritrovarsi. Uno studio sulla resistenza, sul dolore, sulla mancanza.

Ingresso: 10 euro; ridotto: 8 euro.

Costo dell’abbonamento: 40 euro; ridotto: 35 euro.

Direzione organizzativa: Maria Teresa Scarpa.

Info line: 328 2251428

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