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Regionali: Mastella: “Regionali: “Nessuna rivoluzione nel Pd. De Luca? Gestione casalinga del Tar” 

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Il Leader di Popolari per il Sud Clemente Mastella intervenuto a Napoli per presentare l’allenza con i pensionati in vista delle prossime elezioni regionali in Campania che si terranno a Napoli parla del Partito Democratico e della vicenda De Luca che ad inizio marzo si è aggiudicato la corsa delle Primarie: “Non mi pare ci sia state una rivoluzione nel PD. De Luca che torna e da vent’anni fa il Sindaco mi sembra una cosa un po’ strana”. “Sia chiaro che sono contento di questo – ha affermato – perché rivaluta tutto e manda a gambe all’aria tutte le circostanze per le quali alcuni di noi sono il vecchio altri sono il nuovo”. “Adesso si scopre che De Luca non è il vecchio – ha aggiunto – ma anche anagraficamente non è che sia un giovanotto di primo pelo come Renzi the boy e non è neanche un boy di Renzi”. “Sono contento – ha detto Mastella – perché è anche giusto che uno debba essere valutato per quello che fa e per l’intelligenza che esprime, per la vigoria intellettuale e l’energia che mette nelle cose che amministra e che governa”.

Poi il discorso è finito sulle vicende giuridiche che hanno colpito l’ex Sindaco di Salerno: “Cosa succede se i giudici amministrativi non dovessero decidere? Sembra una gestione casalinga del Tar”. Mastella afferma di “non sapere” se Vincenzo De Luca “sarà il candidato del Pd fino alla fine”. “Mettiamo il caso che su De Luca il Tar non si esprima – afferma – che cosa facciamo abbiamo per un anno una regione Campania senza presidente, e senza un consiglio regionale che non può insediarsi? La Corte Costituzionale non è che deve decidere da subito, è stata messa in mora nel senso che la Consulta stabilirà e deciderà il da farsi sulla costituzionalità o meno della legge Severino, ma quando capiterà?”.

“De Luca ha detto che il Tar sarà a suo favore – sottolinea all’ANSA– C’è un atteggiamento istituzionale molto sghembo e irritante”. Poi il leader di Popolari per il Sud porta un esempio: “Cosa sarebbe accaduto se al posto di De Luca ci fosse stato io? Renzi e gli altri cosa mi avrebbero fatto? Mi avrebbero ammazzato?”. “È un problema pre-politico, viene prima della vicenda elettorale è questo che va chiarito – aggiunge – e chiedo a Renzi e al Partito democratico di esprimersi”. Anche perché, rimarca, se il Tar non dovesse pronunciarsi per tempo “in Campania stiamo per un anno senza presidente? È giusto avere un Consiglio che non può neanche insediarsi?”. “Chiunque – prosegue – potrà eccepire e formalizzare una forma di denuncia politica rispetto a chi è stato inadempiente da questo punto di vista”. “Non so se il Pd dovrà scegliere un altro candidato – sottolinea – il problema non è il mio, io pongo al Partito democratico questo tipo di questione perché non si può giocare così”.

Infine un pensiero viene rivolto alla Legge Severino:  “Va contro un dettato costituzionale primario che è quello dell’articolo 3 della costituzione e cioè l’uguaglianza rispetto alla legge”. “Una cosa che deve valere per tutti cosa che non è attualmente – ha affermato – Non c’è questo regola di uguaglianza e la Severino sconta questa difficoltà”. “Ci sono regole democratiche e bisogna essere democratici fino a quando la legge è quella. Poi io sono stato il primo a dire che la legge Severino andava modificata – ha concluso – nel richiamo della foresta con una voce afona perché non c’erano orecchie che ascoltavano”.

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