Progetto sociale: una mostra sul bullismo a Mercato San Severino

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bullismo_scuola_studentiDal 10 al 12 aprile la sala museale del comune di Mercato San Severino ospiterà la mostra “BULLISMO. Cosa si può fare? Un’iniziativa sociale”. La mostra è stata allestita dalla locale comunità dei testimoni di Geova e intende presentare alla popolazione di Mercato San Severino del materiale specificamente preparato per permettere agli studenti, ai loro genitori, insegnanti e amici di poter affrontare con efficacia tale problematica di grande rilevanza. Il materiale è composto da 36 pannelli che illustrano con dati e statistiche la diffusione del fenomeno, spiegano quali forme può assumere e propongono soluzioni e valide strategie di difesa. Inoltre, verrà proiettato un breve video tratto dal sito www.jw.org che spiega in maniera molto semplice ma efficace come affrontare i bulli.

Alla manifestazione saranno presenti anche degli interpreti della Lingua dei Segni Italiana (LIS) che renderanno disponbili le informazioni ai non udenti. Per tale ragione, oltre che alla popolazione e alle scolaresche del comune della valle dell’Irno, l’invito è stato esteso anche ai responsabili dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) e delle altre istituzioni che si interessano ai non udenti della provincia di Salerno. In considerazione della valenza sociale del progetto l’amministrazione comunale di Mercato San Severino, nella persona del dott. Giovanni Romano e dell’assessore alla cultura la dott. Assunta Alfano, si è dimostrata fin da subito sensibile e disponibile a sostenere l’iniziativa mettendo a disposizione gli spazi espositivi del Municipio e concedendo il patrocinio.

La mostra allestita nella sala museale del Municipio, in piazza Ettore Imperio, sarà inaugurata venerdì mattina e sarà visitabile fino a domenica 12. Gli orari di visita: dalle 9,00 alle 18,30. L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni: tel. 327\8456489, mostrabullismo@gmail.com

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1 COMMENTO

  1. L’iniziativa in sè può essere utile ma solo se si mantiene in una cornice laica. Infatti come combattere il bullismo senza combattere la qualifica di innaturalezza o immoralità dell’omosessualità o senza combattere la supremazia dell’uomo sulla donna per volontà divina? Entrambe questioni che la dottrina dei Testimoni di Geova supporta.
    Eppure proprio queste due questioni sono argomenti in forza delle quali i bulli si sentono legittimati ad agire. E non solo i bulli in età scolastica!
    E la sconfitta del bullismo come si persegue? Diventando credenti nella Bibbia e seguaci dei capi americani dei TDG e della loro visione del sesso, e della natura?
    Quì siamo di fronte a propaganda religiosa by-passata da una pubblica amministrazione: una tecnica simile alle benedizioni del vescovo presso le scuole pubbliche.
    E’ una questione che necessità un fronteggiamento politico in difesa della laicità delle istituzioni anche perchè inizativa di tal genere, a prescindere dalla confessione che le promuove, si stanno dilatando a scapito della laicità del dettato costituzionale con la complicità dei partiti al governo degli Enti locali.

    Fabio Braglia

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