A Capaccio si presenta il libro di Enzo Landolfi sulle ricette da 158 comuni salernitani

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pasta_ricetteA Capaccio dicono“Si vuò sta bbùono bbùono mangia assai e bbivi vino”. Nell’epoca dei masterchef e delle prove del cuoco interattive e crossmediali chi parla più dell’antica cultura contadina? Ai tempi della cucina “mordi e fuggi” e delle ricette facili facili chi si prende più la briga di offrire una ricognizione attenta delle tradizioni enogastronomiche di un territorio per consegnarle ai posteri? Ecco un libro che davvero si divora, frutto di un lavoro di anni, che va salvaguardato e trasmesso alle generazioni future: s’intitola «158» come il numero dei comuni della provincia di Salerno, ed è l’ultima fatica (mai termine fu più azzeccato) del giornalista e scrittore Enzo Landolfi, edita da Printart Edizioni. Il volume sarà presentato a Capaccio presso la saletta “Vannulo”, con inizio alle 18, all’interno della Tenuta Palmieri.

Oltre all’autore, saranno presenti il pittore e poligrafo Sergio Vecchio, l’imprenditrice Milena Carducci e il nutrizionista Antonio Vacca. Questi i primi nomi in cartello ma Oreste Mottola, conduttore della serata, tra l’altro dedicata anche alle vicine Altavilla e Albanella, promette ulteriori contributi sorprendenti e scoppiettanti, in linea con il profilo dell’autore. Un libro corale, perché raccoglie storie, ricette, curiosità e stili di vita di tutti i comuni salernitani. Dalla “carna r puorch cu patan e pupain”, piatto tipico di Auletta, a i «cavatiedd cù lu tartuf» che si mangiano a Colliano, lo spirito è quello, rimasto intatto, della trasmissione tv nata nel 2001, «Provincia da gustare», che ha reso noto Landolfi come divulgatore cortese del mangiar abbondante e genuino.

Con un codice da grattare sul retro di copertina è possibile anche visualizzare i filmati del programma tv andato in onda per 12 anni.L’elenco dei “contributori” è interminabile segno che Landolfi ha seminato bene e raccolto meglio. Proprio come si dice a San Mauro La Bruca: “Se simmini può darsi ca mieti si no simmini no mieti sicuro” e se lavori puoi anche “mangia assai”.

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