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Tubo di Quench al Parco Arbostella di Salerno, TAR decide di congelare la decisione

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Il tubo di quench installato dal centro medico Cesat lungo Viale Wagner al Parco Arbostella di Salerno è soltanto provvisorio. Secondo quanto affermato dai legali del centro e dalle relazioni degli esperti dell’Inail, quel tubo che espelle gas elio dall’impianto di risonanza magnetica serve a scongiurare eventuali incidenti da malfunzionamento della macchina ma ciò non toglie che la procedura autorizzativa per la sua installazione vada perfezionata secondo quanto prevede la legge, il che allo stato attuale non è stato ancora fatto. E’ su queste basi che il Tar di Salerno ha deciso di accogliere la richiesta cautelare del centro Cesat rinviando l’analisi di merito della questione.

Per provare a garantire temporaneamente una soglia di sicurezza per i residenti del parco Arbostella e per i passanti che percorrono il marciapiede sul quale è stato installato un Totem pubblicitario di rilevanti dimensioni, il Centro Cesat ha installato un tubo di quench provvisorio, collegandolo all’impianto di Risonanza Magnetica in un locale seminterrato, impegnandosi a perfezionare la pratica autorizzatoria presso il Comune di Salerno. Il Tar di Salerno ha esaminato le dichiarazioni rese dai responsabili del Centro ed i verbali dell’Inail e dell’Asl, ed ascoltato gli interventi degli avvocati Fortunato, Casilli, Annunziata e Paolino.

I giudici amministrativi, tenuto conto della ferma opposizione del Condominio, hanno evidenziato che al momento “può ritenersi raggiunto il contemperamento degli interessi pubblici e privati- la pubblica incolumità, la libertà di iniziativa economica, la cura della salute – lasciando impregiudicata ogni valutazione di merito”. Il tutto anche in considerazione della nota redatta il 5 maggio dal responsabile Inail che stabilisce che devono essere resi efficienti ulteriori dispositivi di sicurezza ai sensi del Decreto Ministeriale che prescrive che le canalizzazioni dei gas di uscita dall’impianto di Risonanza Magnetica (tubo di quench) dovranno essere idonee a convogliare i gas stessi all’esterno, in zone non accessibili al pubblico.

La prescrizione, fatta propria anche dalla Regione Campania, ad oggi non risulta rispettata dal Centro Cesat anche perché sembra difficile ipotizzare la recinzione dell’area sulla quale è stato collocato provvisoriamente il tubo di espulsione dei gas. E’ per questo che i condomini stanno valutando l’opportunità di rivolgersi all’Inail, all’Asl, ai Vigili del Fuoco ed al Comune per evitare l’accesso al pubblico nel perimetro in cui è stato installato il tubo di quench provvisorio.

Fonte LIRATV

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