Pellezzano e la Grande Guerra: mostra documentaria sabato 30 maggio

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Pellezzano_ComuneLa canzone del Piave, conosciuta anche come La leggenda del Piave, è una delle più celebri canzoni patriottiche italiane, lodata da Armando Diaz come uno dei “generali” decisivi per la vittoria finale. Il brano fu scritto nel 1918 da Giovanni Ermete Gaeta, noto con lo pseudonimo di E.A. Mario, la cui famiglia era originaria di Pellezzano.

Eseguita in ogni occasione di onoranze ai caduti, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il governo italiano la adottò provvisoriamente come inno nazionale, in sostituzione della Marcia Reale,fino al 12 ottobre 1946, quando fu sostituita da Il Canto degli italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro.

Partendo dalla nota canzone, la manifestazione ricostruisce il contributo della comunità di Pellezzano al primo conflitto mondiale, di cui ricorre il centenario.

Il programma dell’evento prevede gli interventi del sindaco di Pellezzano, Giuseppe Pisapia; dell’assessore alla Cultura, Francesco Morra; e della dottoressa Michela Sessa, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Le relazioni: “Dalla nostra guerra, realtà geo-storica, significati e moniti” – “Io, amoroso figlio di Pellezzano, e la guerra…” saranno a cura rispettivamente dei professori Vincenzo Aversano e Raffaele Catalano

A seguire, canzoni e versi famosi di E.A.Mario, proposti:

dalla nipote Delia Catalano, dagli artisti Pina Capobianco (canto),  Nora Palladino (canto) e dal maestro Paolo Rescigno..

Inaugurazione e visita guidata della mostra documentaria.

“Un evento di particolare rilevanza – spiega l’assessore Morra – poiché racchiude momenti significativi della nostra storia e siamo lieti che si sottolinei l’origine pellezzanese di E.A. Mario, uno dei più grandi compositori italiani di cui andiamo fieri ed orgogliosi”.

“La memoria di ciò che è stato – conclude il sindaco Pisapia – ci forgia a diventare ciò che siamo aiutandoci a non commettere gli stessi errori. Un importante pezzo di storia soprattutto per le giovani generazioni che, grazie a questa iniziativa, potranno approfondire il passato, con l’auspicio che li aiuti a diventare un pochino più saggi”.

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