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L.Severino: Cassazione, competente giudice ordinario. Depositata sentenza

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E’ competente il giudice ordinario, e non il Tar, ad applicare la Legge Severino nei confronti dei politici condannati che ricadono sotto le conseguenze di questa normativa. Lo ha deciso la Cassazione nell’ordinanza 11131 depositata oggi dopo l’udienza di martedì scorso sul caso De Magistris. La sentenza depositata conferma l’orien tamento già emerso il giorno dell’udienza.

Il verdetto delle sezioni unite della Suprema Corte si articola in 22 pagine e, rispondendo al ricorso presentato dal Movimento in difesa dei cittadini rappresentato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino contro il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, “dichiara la giurisdizione del giudice ordinario” e “previa riassunzione nei termini di legge” “rimette le parti” innanzi al giudice ordinario.

 “La sentenza della Cassazione che accoglie il nostro ricorso fa un punto di necessaria chiarezza”. lo afferma la avvocato Gianluigi Pellegrino, legale dell’associazione Movimento del cittadinoche ha visto accolta dalla Cassazione la propria istanza sulla legge Severino e la competenza del giudice ordinario.”Abbiamo svelato – sottolinea il legale – l’ipocrisia di una politica che da un lato approva una legge e dall’altro pretende che il giudice amministrativo ne sospenda l’efficacia. Salvo poi, ogni giorno, la stessa politica lamentarsi della invadenza dei giudici”.
“Nella valutazione della incidenza di una sopravvenuta sentenza non definitiva di condanna” per i reati indicati dalla legge Severino, “l’opzione del legislatore – afferma la Cassazione – è chiaramente orientata nel senso di una temporanea compressione del diritto soggettivo dell’eletto, allo svolgimento del mandato, per un tempo predefinito e secondo modalità del pari interamente delineate dalla legge” sicché “le controversie sulla sospensione” disposta dalla Severino “sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario”.
Nella “configurazione legislativa” della legge Severino “non è attribuita alla Pubblica Amministrazione” – e dunque ai prefetti – alcuna discrezionalità in ordine all’adozione del provvedimento di sospensione” nei confronti dei politici condannati per i reati sanzionati dalla riforma Severino”. Lo sottolinea la Cassazione nel verdetto delle sezioni unite sul caso De Magistris. “La sospensione opera di diritto al solo verificarsi delle condizioni legislativamente previste e per il tempo previsto dal legislatore”.
“Al Prefetto – spiega il verdetto – non è attribuito alcun autonomo apprezzamento in ordine all’adozione del provvedimento di sospensione e non è consentito di modularne la decorrenza o la durata sulla base della ponderazione di concorrenti interessi pubblici”. In pratica, ad avviso della Suprema Corte, il “bilanciamento” tra “il diritto di elettorato passivo e il principio di buon andamento della pubblica amministrazione” “risulta effettuato dal legislatore nel senso della chiara prevalenza della riferibilità del provvedimento (di sospensione) alla sfera dell’elettorato passivo”. Con la conseguenza che la competenza è della magistratura ordinaria e non di quella amministrativa, come invece ha sostenuto la difesa del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che insisteva sulla necessità di dare preponderanza all’obiettivo “del buon andamento dell’ente locale”, una finalità alla quale è più ‘sensibile’ la giurisprudenza dei Tar e dei Consigli di Stato.
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