Regionali: da De Luca scatta la denuncia-querela contro Rosy Bindi

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Rosi_Bindi_Vincenzo_De_lucaIl neo Governatore della Campania Vincenzo De Luca, dopo aver vinto la battaglia elettorale per le Regionali ha si è recato presso gli uffici della Questura di Salerno, in piazza Giovanni Amendola per presentare una denunzia-querela nei confronti dell’on.Rosy Bindi. La Bindi, in qualità di Presidente della Commissione Antimafia a due giorni dal voto aveva illustrato in una conferenza stampa la famosa lista degli “impresentabili” nella quale rientrava anche De Luca il quale, ha chiesto Procura di Roma di procedere nei confronti della Bindi per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali, abuso d’ufficio.
Proprio il Presidente dell’Antimafia ieri Tv parlando delle accuse mossegli dopo la pubblicazione della lista  aveva detto: “Chiedo le scuse al mio partito, ritengo di aver diritto ad un risarcimento. Ho combattuto molte battaglie ma sempre a viso aperto. Su De Luca ha sbagliato il mio partito a reagire in quel modo. Faccio tanti auguri a De Luca. Il fatto che i campani lo abbiano votato – aveva affermato – vuol dire che hanno valutato le sue capacità di sindaco e sanno che sarà un bravo presidente di Regione. Non può querelarmi, non lo farà, ha proseguito rispondendo ad una domanda. “Mi auguro una svolta nelle politiche del Governo per il Mezzogiorno. L’Italia non riparte se non riparte il sud”.
Nel momento in cui il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi ha reso pubblica la lista dei cosiddetti politici ‘impresentabili’ ha determinato un danno d’immagine, è andata oltre i compiti assegnati dalla legge alla Commissione Antimafia e ha influito sulla formazione della volontà popolare. Sono queste le tre argomentazioni giuridiche sostenute da Vincenzo De Luca nella denuncia presentata oggi dal neo governatore campano nei confronti di Rosy Bindi. Lo apprende l’ANSA da fonti vicine a De Luca.
Per De Luca nel comportamento della Bindi si configurano i reati di diffamazione, abuso d’ufficio e attentato ai diritti politici costituzionali. Tutto nasce dalla conferenza stampa convocata dalla Bindi venerdì scorso a Roma – di qui la competenza della procura della Capitale cui si chiede di accertare i fatti – in cui ha reso noti i nomi dei sedici candidati (dodici in Campania e quattro in Puglia) che – a parere della Commissione – non rispondevano ai requisiti richiesti per la candidatura.
Secondo i legali di De Luca che hanno formulato la denuncia, depositata oggi nella Questura di Salerno, nel momento in cui la Commissione ha reso pubblici i nomi della lista è andata al di là di quella missione consultiva cui si sarebbe dovuta attenere fungendo da supporto ai partiti sui criteri da seguire nelle candidature. De Luca contesta il fatto che la Commissione abbia mai approvato la composizione di una lista e considera la conferenza stampa come la circostanza che ha trasformato un atto astrattamente lesivo (il fatto che ci fosse una lista) in una concreta lesione dei suoi diritti (l’averla resa pubblica).
La diffamazione consisterebbe nell’aver accostato il nome di De Luca a reati di tipo mafioso dato che l’organismo in questione che lo ha giudicato “impresentabile” è la Commissione Antimafia. In qualche modo – spiegano dall’entourage del neo presidente della Regione Campania – De Luca appare come un soggetto responsabile di condotte riconducibili ad attività mafiosa. L’abuso d’ufficio sarebbe legato – sempre secondo la tesi di De Luca – a una violazione della legge costitutiva della Commissione la quale sostanzialmente affida all’organismo Antimafia compiti di monitoraggio e di attività ispettiva e non di magistratura.
Infine l’ipotesi di attentato ai diritti politici costituzionali. De Luca ritiene che l’iniziativa della Bindi abbia deviato il legittimo corso del consenso andando a influire – a due giorni dalle elezioni – sulla formazione della volontà popolare. Nella querela si sostiene che è stato leso il diritto costituzionale dell’elettorato passivo in capo a De Luca con l’aggravante dell’uso della carica istituzionale, quella di presidente della Commissione Antimafia, per connotare di autorevolezza un’informazione che altrimenti sarebbe rientrata nella semplice dialettica positiva. Per De Luca le informazioni diffuse sul suo conto ne hanno indebolito la credibilità davanti al suo elettorato procurandogli un danno in termini di voti.
LA REPLICA DI ROSY BINDI. “Quella di De Luca è una denuncia priva di ogni fondamento, un atto puramente strumentale, che ha scopi diversi da quelli che persegue la giustizia e che pertanto non mi crea alcuna preoccupazione”: lo afferma Rosy Bini.
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25 COMMENTI

  1. grande de luca, hai querelato quella iscariota della bindi, ti ha accoltellato alle spalle nell’ultimo giorno della tua trionfale campagna elettore, senza poterti difendere per il silenzio elettorale del sabato, comunque tu hai vinto lo stesso, mentre lei ha perso, già questo e una grande vittoria per te,comunque la politica da destra a sinistra e macchiata troppo dai tanti iscarioti, viva de luca viva salerno.

  2. Ora che De Luca ha vinto ritira le accuse (infondate e smentite dagli stessi componenti della Comissione Antimafia) e vorrebbe salire sul carro dei vincitori. Beccati questa querela e taci invece di gettare fango su Salerno. Ma guarda questa/o che paraculo!

  3. Bindi, Onorevole ? Mi piacerebbe sapere in tanti anni di sanguisughismo cosa ha fatto per l’Italia, a quanto ammontava il debito pubblico quando ha iniziato a far “politica” e a quanto ammonta adesso. Si può chiamare onorevole una che ha contribuito al fallimento del paese ?
    Ancora parli ? Ma vattene a casa a goderti il tuo maltolto.

  4. Il re degli imbecilli. Querela pur sapendo che la Bindi ha immunità parlamentare. Si è bevuto il cervello ???

  5. A volte bisogna ricredersi e dare ragione a Berlusconi che disse:”
    La Bindi è più bella che intelligente”.

  6. ely sei troppo intellingente, per avere un nik come il mio, ma non temere un giorno lontano quando diventero capace di intendere e volere cambierò nik e mi farò chiamare elydoc, ciaooo.

  7. Sono d’accordo con ely,c’é sempre un deficiente che gira nei paraggi per pascolare e paranoizzare un escariota di turno.

  8. La Bindi ha fatto il suo dovere e ha reso pubblico ció che si sapeva.
    é stata la stessa procura di Salerno ha dare le informazioni alla Commissione Antimafia.
    Renzi alcuni giorni prima aveva detto alla commissione di svolgere il loro lavoro con serenitá e nel rispetto della legge.
    De Luca nel suo delirio di onnipotenza si sente intoccabile, piú forte della stessa legge e al di sopra di tutto.
    continua con la sua arroganza, ne vedremo delle belle……

  9. E’ arrivat’ l’arch ‘i scienz.

  10. De Luca, non sei eleggibile. Fattene una ragione. Perché dovresti essere trattato diversamente da Berlusconi? La legge è uguale per tutti. Oppure tu sei “più uguale” di tutti?

  11. Ely e cilentano ritiratevi a vita privata sul monte stella. E portatevi pure caldoro e la bindi.

  12. La Bindi non mi è mai piaciuta come politico, ma sta volta ha toppato di grosso dicendo che De Luca era impresentabile.
    Ha fatto un reato di Lesa Maestà, ci pensate una povera personaggio che lede una persona di Lesa Masestà.
    Siamo alle comiche, speriamo finali perchè così si va tutti alle vecchie chiancarelle.

  13. X Anonimo e Deficientedoc

    Sono sempre più convinto che Ely ha proprio ragione,il tuo nome ti appartiene e fai parte del gregge di De Luca.Pascola,pascola,pascola.

  14. Rita ancora non si è stancata di sparare palle. Si dovrebbe nascondere per un pò. Non ricorda quando parlava a nome della”gente” che si era stancata di De Luca? Come la mettiamo? Stai, almeno per un pò, in silenzio meditativo, e risparmiaci la tue megalomanie!

  15. Per piacere cerchiamo di non fare confusione. Il caso De Luca Ineleggibile è cosa diversa dall’iterdizione di Berlusconi. La legge Severino, che a mio giudizio (per quel che vale) è anticostituzionale, prevede la sospensione per 18 mesi di De Luca dalla carica di Presidente per effetto di un giudizio non ancora concluso. Berlusconi, invece, sconta la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici a seguito di una giudizio conclusosi con una sentenza della Cassazione. La Severino non ci azzecca niente, ed oltretutto non si applica a deputati, senatori e ministri.

  16. … oltre VDL gran parte dei salernitani; la denuncia penale ci sta tutta e potrebbe essere necessaria un’azione legale anche da parte dei cittadini.
    Secondo me è un errore gravissimo commesso dalla Bindi o di chi le ha preparato le carte.

  17. anonimo ti ringrazio perr avermi difeso pubblicamente da ely e cilentano(Iforse i figli segreti di rosy bindi) ma purtroppo adirò le vie legali per diffamazione e attentato alla libera espressione di opinione, ritenetevi querelati ely e cilentano, ci vedremo in tribunale, mi sono informato per bene la vostra pena sarà di tre anni e 11 mesi lontani dalla tastiera e da salernotizie, tiè.

  18. Su via non esagerare,non puoi tenermi lontano per tre anni e 11 mesi
    dalla tastiera e da salerno notizie.Hai un linguaggio molto ironico e sei di spirito aperto,comunque se ti sei offeso scusami,il tuo nome Deficientedoc mi ha fatto tanto ridere e apprezzo il tuo spirito ironico.

  19. Mò parlano tutti quanti, prima gli altri componenti della commissione antimafia si sono dissociati dicendo che era stata una decisione della Bindi adesso si “c….o sotto e come tutti gli italiani si tirano indietro (caratteristica tipica soprattutto dell’italiano del sud). Ma perché è giusto che la Bindi presidente della Commissione Antimafia, accostasse De Luca ad un mafioso? In fondo è stato così per averlo inserito nell’elenco degli “impresentabili”: uno che è dell’antimafia se inserisce un individuo nell’elenco degli impresentabili lo identifica con un mafioso, è inutile che facciamo i bellini e i saputelli, giustizialisti, e salvatori della patria!…
    Per questo a due giorni dall’elezione la Bindi gli ha mandato l’antimafia nei cantieri ?

  20. Il GUAIO piu’ grande e’ che in italia le commissioni di vaio titolo sono formate da gente che non ne capisce un c***o, e ulteriore aggravante formate sopratutto da politici. la commissione antimafia deve essere formata solo da MAGISTRATI competenti i politici devono stare a montecitorio e se non hanno il “POSTO” li mandassero a casa che sul nostro groppone gia’ ne abbiamo troppi!!!!!

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