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Mezzaroma fa le prove generali per guidare da solo il club granata

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Sono giorni caldi questi e non solo dal punto di vista meteorologico. Sono giorni caldi per la vicenda tecnica, per la scelta dei calciatori, per quelli che non rientrano più nei piani del club, per il futuro del club. Ieri Lotito ha detto in una intervista che del caso Menichini se ne occupato esclusivamente Marco Mezzaroma. Non una de-responsabilizzazione o un passo indietro del patron biancoceleste ma la consapevolezza che in B, per ovvie ragioni, dovrà gioco forza lasciare il proscenio al cognato. Mezzaroma si è avvicinato al calcio in punta di piedi.

Costruttore scafato accanto al vulcanico cognato in quattro anni di gestione né ha viste di cotte e di crude. Ha bruciato le tappe nell’apprendimento delle metodologie comportamentali nel mondo del pallone che poi non sono tanto distanti da come si gestisce una impresa di qualsiasi settore. Un conto però è gestire un cantiere un altro e fare i conti con il pallone che può cambiare prospettive a seconda se finisce sul palo o va in porta. Mezzaroma ha compreso i meccanismi ed è pronto a guidare la Salernitana, a prendere in mano il timone della nave granata.

Si si vuol guardare oltre la serie B non può essere diversamente. C’è bisogno di un uomo solo al comando per evitare problemi ed imbarazzi che potrebbero derivare da una eventuale promozione in A della Salernitana. Ragionamenti abbozzati, forse prematuri in questa fase ma che vanno comunque tenuti in grande considerazione. Il binomio Lotito- Mezzaroma che finora ha dato ottimi risultati non potrà andare avanti a lungo. Ecco perché, trovando le formule giuste ed inquadrando quote e responsabilità di ognuno Lotito è destinato a lasciare il timone nelle mani del cognato. Non mancheranno supporto tecnico e risorse a Mezzaroma ma ormai i tempi sono maturi per vederlo alla guida della sua Salernitana.

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