Salerno, successo per Circolo Proudhon e “All’armi siam leghisti”

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luca_lezzi_salviniSuccesso di pubblico e partecipazione per la prima iniziativa culturale del neo costituito Circolo Proudhon di Salerno. Soddisfatto Luca Lezzi, coordinatore e anima del circolo, tante le persone accorse alla presentazione del libro rivelazione di Antonio Rapisarda, “All’Armi siam leghisti”.

Giovani impegnati, militanti, ex missini e curiosi hanno affollato la sala della libreria Mondadori. Come Salvini sia riuscito a conquistare la destra e come la Lega stia diventando il centro propulsore da cui farla ripartire, è il tema del libro ma anche il dibattito che agita l’agone politico e interroga gli elettori della destra in crisi.

Una destra che dopo il commissariamento del governo Berlusconi nel l’estate del 2011, è implosa, cadendo in un torpore che l’ha portata ai minimi storici nei consensi e alla sterilità del dibattito culturale.

Una destra incapace di reagire e di avviare una nuova stagione politica. In questo deserto si è inserito Salvini che, sdoganando la Lega della prima ora, si è alleato con la Le Pen e il Front National.

Ma cosa c’entra la Lega della secessione con la destra italiana? Cosa c’entra la Lega dalle origini celtiche con la destra dell’inno di Mameli? E’ la nascita della generazione nero-verde secondo Rapisarda, l’incontro tra la Lega di Salvini, unico partito in evoluzione e fermento oggi nel nostro Paese, con i centri sociali non conformi e con la destra sociale.

Eppure queste realtà un tempo erano antagoniste. I temi proposti da Salvini, l’Unione europea, l’immigrazione incontrollata e le politiche d’austerità, hanno fatto incontrare i protagonisti di questi due mondi, oggi, complementari. Presenti in sala tra i relatori anche Rosario Peduto, coordinatore cittadino di Io con Salvini, e Antonio Mola di Tradizione Futuro.

Cosa sarà di questa strana alleanza e se davvero Salvini riuscirà a diventare il nuovo riferimento della destra, è presto per dirlo. L’unica certezza oggi è che non ci sono altri aspiranti a contendergli la leadership. In un’Europa dove si va affermando il processo populista, da Tsipras in Grecia, a Podemos in Spagna al Front National in Francia, Salvini appare l’unica opportunità per una destra italiana che annaspa sul fondo del suo deserto culturale.

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10 COMMENTI

  1. Lavorare no eh? Che tristezza. Quattro gatti. Poveta destra tricolore con un leghista secessionista pur di sopravvivete. La peggio politica. Lavorare no eh?

  2. Ci teniamo a precisare che il Circolo si struttura in maniera del tutto apartitica e intende parlare all’intero popolo italiano. Lo testimoniano le presenze e gli interventi in sala del professore Carrillo e dell’ex Presidente della Regione Campania Gaspare Russo, di tutt’altra esperienza.
    Ieri abbiamo indagato in un mondo in espansione come quello leghista, nelle prossime attività ci riserviamo di farlo alla stessa maniera su fenomeni opposti.

  3. Un commento di due righi in cui si ripete la stessa frase….l’italiano lingua sconosciuta eh?

  4. Questo ragazzo fara’ strada in politica. Si interroghino sul loro fallimento i pentastellati e i piddini che sono alla frutta

  5. Scrivere “nessun commento” è comunque un commento. Quanto al fatto che non interessi a nessuno la sala di ieri testimonia il contrario.

  6. Una volta era necessario avere le idee chiare su alcuni argomenti sull’inserimento della destra storica nella moderna democrazia e valori di riferimento come il famoso “Dio,Patria e Famiglia” o “non rinnegare e non restaurare” e su queste poche certezze si fondava l’azione dell’ex MSI sdoganate da Almirante prima e da Fini poi con AN, ma con quest’ultima operazione politica il cammino di progresso ed evoluzione della destra si è interrotto quando nell’azione di governo con Berlusconi di FI e Bossi della Lega Nord ci si è dedicati alla pura amministrazione ma senza più alcuna passione perdendo il contatto con la realtà circostante e con la base militante disperdendo così un immenso patrimonio di idee,comunità e valori….che dire oggi i protagonisti politici di una volta giganti della storia non ci sono più, ma non ci si può limitare a seguire il momento felice della Lega Nord un partito isolazionista e localizzato, bisognerebbe fondare una tavola di discussione permanente della destra nazionale per riunificare di nuovo prima le idee e poi le persone degne e all’altezza del duro compito di perseguire un progetto di rifondazione di una vera destra moderna e conservatrice, di cui avremmo tanto bisogno in Italia!

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