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Club granata tra mercato sotto traccia e strategie

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Strani accenni di calciomercato, strani giorni in cui non sai se farti prendere dall’euforia o dalla depressione, perché la dirigenza continua a procedere a fari semi-spenti e le chiacchiere da bar restano improntate sul “pare che”. A livello di voci c’è da stare allegri, visto che i nomi che circolano ormai da tempo negli ambienti granata sono di sicuro spessore, ma nella sostanza quei colpi sono ancora in canna. Lotito e Mezzaroma non si sbilanciano ma la rinuncia a Gori e le posizioni ancora da definire di alcuni protagonisti della cavalcata verso la B della passata stagione hanno fatto registrare qualche mugugno in parte della tifoseria. La sensazione è che si tratti di una strategia societaria: evidentemente, la Salernitana vuole acquistare e presentare i nuovi “a blocchi” per incendiare la piazza e abbreviare l’iter.

Il progetto è ambizioso e c’è ovviamente da fidarsi, meglio non fidarsi invece di uccellacci e uccellini che svolazzano sulle operazioni di mercato della Salernitana. Intanto volge al termine l’ennesima settimana carica di tensione per patron Lotito che deve dividersi tra gli acquisti della Lazio e la sua Salernitana e nel contempo fronteggiare le aggressioni mediatiche che subisce un giorno si e l’altro pure. Ma questa è stata anche la settimana dei segni distintivi. Marchio, colore e denominazione sono della Salernitana di Lotito e Mezzaroma. Pagata l’ultima rata da 350 mila euro alla Energy Power per i beni immateriali. I co-proprietari, con un gesto di grande correttezza sono pronti a cedere i simboli al Comune mettendoli al riparo da ogni vicissitudine societaria così come previsto, tra l’altro, dal bando del Comune. Una operazione di blindatura del marchio affinchè resti nelle disponibilità della città di Salerno e mai più oggetto di trattative per le curatele fallimentari. 

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