Indagine Svimez: quasi il 38% dei campani è a rischio povertà

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poveri_povertàUn italiano su tre è a rischio povertà ma in Sicilia questo dato già drammatico assume tinte ancora più fosche. Secondo il rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno la nostra regione è la prima in Italia per questo indice. Il 41,8 per cento dei siciliani è a rischio povertà, poi c’è la Campania con il 37,7. Un dato che diventa ancora più preoccupante se si tiene conto dell’enorme divario fra aree geografiche: nel centro-nord risulta esposto al rischio di povertà un individuo su dieci, nel mezzogiorno uno su tre. Si tratta dell’ennesima analisi che mette in luce le debolezze strutturali del tessuto economico siciliano dopo quelle della Fondazione Curella e di Fondazione Res. 

Per Svimez “i nuovi dati sulla povertà assoluta recentemente diffusi dall’Istat mostrano per il 2014 una sostanziale stabilità dell’incidenza di povertà nel centro-nord e una moderata riduzione nel mezzogiorno. Tuttavia, il cronico divario tra le due macro-aree permane, e si è ulteriormente aggravato durante la crisi: in termini percentuali, l’incidenza di povertà è cresciuta nel mezzogiorno dal 6,4% all’8,6%, un livello doppio di quello del centro-nord”. Un altro dato che fotografa la crisi dell’Isola riguarda la fascia di popolazione che guadagna meno di 12.000 euro annui. Anche in questo caso la Sicilia è prima assoluta con il 72 per cento di nuclei familiari. Sotto i 12 mila euro di guadagno ci sono quasi il 62% dei meridionali, contro il 28,5% del Centro-Nord.

Negli anni di crisi 2008-2014 il Sud ha perso il 13 per cento di pil, il doppio del pur importante 7,4 del Centro-Nord, ed i Divario di Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud nel 2014 ha toccato il punto più basso degli ultimi 15 anni, tornando, con il 53,7%, ai livelli del 2000. Le perdite più pesanti sono al Sud, con profonde difficoltà in Puglia (-12,6%), Sicilia (-13,7%), Campania (-14,4%). Situazione ancora piu’ negativa in Basilicata (-16,3%) e Molise (-22,8%). Sicilia penultima fra le regioni anche come ricchezza.  Nel 2014 la regione più ricca è stato il Trentino Alto Adige, con 37.665 euro, seguito dalle Valle d’Aosta (36.183), dalla Lombardia (35.770), l’Emilia Romagna (33.107 euro) e il Lazio (30.750 euro).

Nel Mezzogiorno la regione con il Pil pro capite più elevato è stata l’Abruzzo (22.927 euro); seguono la Sardegna (18.808), la Basilicata (18.230 euro), il Molise (18.222 euro), la Puglia (16.366), la Campania (16.335), la Sicilia (16.283). La regione più povera è la Calabria, con 15.807 euro. Il divario tra la regione più ricca, il Trentino Alto Adige, e la più povera, la Calabria, è stato nel 2014 pari a quasi 22mila euro.

Fonte LaRepubblica.it

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2 COMMENTI

  1. Rischio povertà materiale, ma per quanto riguarda la povertà etica morale e culturale quella c’è sempre stata!

  2. il problema però è che quella materiale tocca soprattutto a chi non è povero di etica morale e culturale,ossia che gli onesti oggi muoiono di fame mentre i ladri e gli ignoranti stanno al potere.

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