Tragedia al Ciclope, Verdi:”Come mai l’area della discoteca non rientra nel rischio frane?”

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Tragedia_Ciclope_3_ingresso“La zona dove c’è stata la frana che ha causato una vittima nel locale il Ciclope a Marina di Camerota nelle carte dell’autorità di bacino non sarebbe indicata a rischio frana. A questo punto tre sono le possibilità – accusano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza – o i documenti in nostro possesso sono falsi e imprecisi o la zona non era pericolosa nonostante gravi precedenti oppure il pericolo è stato volutamente e incoscientemente sottovalutato per ragioni che abbiamo intenzione di approfondire. Crescenzo Della Ragione a nostro avviso non è vittima di una fatalità ma di un mix di superficialità, negligenza e affarismo che merita giustizia. Una vicenda su cui andremo fino in fondo.
Infatti risulta che già l’anno scorso sempre durante una serata al Ciclope, dal costone roccioso, mentre i ragazzi ballavano, si staccò un grande masso che andò a finire sui bagni. Pochi vennero a sapere del fatto. La serata continuò e qualcuno aprì i rubinetti dei lavandini del bagno per fingere un allagamento e chiudere la zona. Il masso venne nascosto con un telo e, il giorno successivo, alcuni operai lo rimossero. A quanto sembra i proprietari del locale, gli amministratori locali e le varie autorità territoriali erano perfettamente a conoscenza dei rischi presenti nel locale e nella zona”.

Addirittura, nel mese di marzo del 2011, il corpo forestale dello Stato di Vallo della Lucania, sequestrò la discoteca. Nel perimetro del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in un’ area di pregevole interesse naturalistico ed ambientale (zona A1, S.I.C. e sottoposta a vincolo idrogeologico) infatti fu scoperta un’area di circa 200 metri quadrati al cui interno erano collocati diversi massi di grosse dimensioni «provenienti dal disaggio e conseguente frantumazione della sovrastante-attigua parete rocciosa in assenza dei prescritti titoli autorizzativi».

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2 COMMENTI

  1. Disgaggio, non “disagio”. Il disgaggio è una tecnica utilizzata per la messa in sicurezza in tempi brevi di una parete rocciosa, qualora vi si trovino parti o frammenti che siano soggetti al rischio di distacco e di caduta (Fonte: Wiki)

  2. L’autopsia la dovreste fare a chi precedentemente ha dato le concessioni. A Salerno sulla Baia hanno permesso tanti ampliamenti e nessuno parla; poi se la prendono con i lavori della Galleria che è un’opera di fondamentale importanza, per il porto e per la viabilità su Salerno.

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