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Le influenze bizantine con tradizioni e suoni che fanno della Civiltà Amalfitana un unicum storico

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Approfondire le tradizioni e i suoni delle terre di mare tra Amalfi e Bisanzio per valorizzare l’antico dialogo tra  i popoli del Mediterraneo e in cui si intrecciò e sviluppò il percorso della millenaria storia della Civiltà Amalfitana. Saranno molti gli spunti su cui confrontarsi nel convegno organizzato dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana e parte significativa dell’ampio programma della XV edizione del  Capodanno Bizantino. La tavola rotonda di lunedì 31 agosto alle 18,00 presso l’Arsenale offrirà dunque ulteriori possibilità per disvelare l’eccezionale scrigno prezioso della cultura della Civiltà Amalfitana con suoni e tradizioni affascinanti. Ed è tanta la curiosità di esperti ed appassionati di storia medioevale per quanto sarà espresso dall’antropologo Vincenzo Esposito, docente di antropologia culturale dell’Università di Salerno e dal Maestro musicologo Giuseppe Di Bianco.

Due studiosi e ricercatori che lavorano su tradizioni e suoni dei popoli soprattutto del Mediterraneo e che potranno senz’altro offrire un contributo importante sulle possibili influenze artistiche e culturali bizantine su Amalfi. Quel dominio di Bisanzio sulle rive del Mar Tirreno che riuscì a conquistarsi un ruolo di primato nel Mediterraneo e profondamente conosciuta e studiata dallo storico medievalista Giuseppe Gargano, ideatore del Capodanno Bizantino e presidente onorario del Centro di Cultura e Storia Amalfitana. A coordinare la tavola rotonda ci sarà il giornalista Mario Amodio. “E’ proprio sulle tradizioni e suoni delle terre di mare che abbiamo lavorato in sinergia con la Commissione del Capodanno Bizantino – dichiara l’Assessore alla Cultura Enza Cobalto – Vogliamo approfondire e conoscere le nostre gloriose radici storiche in linea con gli obiettivi intrapresi dalla nostra amministrazione che ha inteso lavorare ad un ampio progetto di valorizzazione culturale e turistica.

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