I fatti del giorno: martedì 22 settembre 2015

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Rassegna_fattiRENZI SFIDA GRASSO, MA CON LA MINORANZA CONTINUA DIALOGO
“INEDITA RIAPERTURA SU ART.2”. BERSANI APPREZZA APERTURA

Sfida aperta di Renzi al presidente del Senato Grasso ieri alla
direzione del Pd. Se Grasso permettesse la modifica
dell’articolo 2 della riforma costituzionale, che prevede i
senatori eletti dagli enti locali e non dai cittadini e che è
già stato approvato dalle due camere, per il premier “sarebbe
opportuno fare una riunione congiunta Camera-Senato, perché si
tratterebbe di un fatto inedito”. La minoranza Pd ieri in
direzione non ha partecipato al voto, ma la trattativa prosegue
sul cosiddetto “modello Tatarella”: candidati votati dai
cittadini, ma eletti dall’assemblea. Per Bersani è “un’apertura
significativa”.
—.

TSIPRAS GIURA DA PREMIER, AVRA’ MINISTRO PER MEMORANDUM
A META’ OTTOBRE VERIFICA SU APPLICAZIONE ACCORDI CON TROIKA

Alexis Tsipras ha giurato ieri da premier per la seconda volta,
dopo la vittoria elettorale di domenica. Il nuovo governo deve
attuare il pesantissimo programma di riforme previste dal
Memorandum tra Atene ed i creditori. Già a metà ottobre ci sarà
la cruciale verifica sullo stato di applicazione degli accordi.
L’Europa, se non sarà soddisfatta, potrebbe non concedere la
prossima tranche di prestiti. Oggi saranno resi noti i ministri.
Si parla di un superministro all’attuazione del memorandum: fra
i papabili l’attuale ministro delle Finanze ad interim Giorgios
Choularakis e il suo predecessore Euclid Tsakalotos.
—.

SLOVENIA ALZA MURO, UE DECIDE SU 120.000 RICOLLOCAMENTI
DALL’ITALIA 4.000 PROFUGHI IN GERMANIA E 3.000 IN FRANCIA

Dopo il muro anti-migranti dell’Ungheria al confine con la
Serbia, anche la Slovenia ha cominciato a costruire una barriera
alla frontiera con la Croazia. Oggi a Bruxelles si incontreranno
i ministri dell’Interno per decidere il ricollocamento di
120.000 rifugiati. Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e
Ungheria non vogliono accettare le quote. La cancelliera Merkel
preme per raggiungere un voto all’unanimità: una decisione a
maggioranza spaccherebbe in due l’Europa su una materia
delicatissima. Dall’Italia devono essere ricollocati 15.600
profughi: di questi, 4.000 in Germania e 3.000 in Francia.
—.

VOLKSWAGEN AMMETTE VIOLAZIONE NORME USA, -18% IN BORSA
SOFTWARE ABBASSAVA EMISSIONI IN TEST E LE RIALZAVA SU STRADA

Volkswagen ammette di aver violato le norme antismog in Usa e il
titolo affonda in borsa, perdendo fino al 22% a Francoforte. Il
costo per i soci del colosso dell’auto tedesca alla fine è di
12,9 miliardi. La compagnia ha confermato di aver utilizzato un
sofisticatissimo software che riduceva le emissioni nocive
quando le auto venivano testate in laboratorio e le aumentava
poi su strada. Secondo indiscrezioni, gli Usa sono pronti ad
avviare un’azione penale nei confronti del gruppo di Wolfsburg.
Inchieste simili partiranno probabilmente anche in Europa.
—.

PAPA A CUBA, NON SI ABUSA DEI PROPRI CONCITTADINI
OGGI IN USA, ALLARME PER TERRORISTI TRAVESTITI DA AGENTI

“I concittadini non sono quelli di cui si approfitta, si usa e
si abusa”. Lo ha detto ieri il papa alla messa nella seconda
tappa del suo viaggio a Cuba, a Holguin. Ricordando la figura di
San Matteo, esattore delle tasse diventato apostolo, Francesco
ha detto che Gesù “è venuto proprio a cercare tutti coloro che
si sentono indegni di Dio, indegni degli altri”. Il papa è
volato poi a Santiago, dove ha incontrato i vescovi cubani e ha
pregato al santuario della Madonna del Cobre, patrona
dell’isola. Oggi Francesco arriverà negli Stati Uniti. E’
allarme per il rischio di attentatori travestiti da poliziotti.
—.

MINISTRO POLETTI CONFERMA, LAVORIAMO A RIFORMA PENSIONI
SU SCALINO ANTI-TURNOVER, POSSIBILE USCITA DONNE 62-63 ANNI

“Stiamo lavorando sulle riforma delle pensioni. Sappiamo che c’è
un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il
turn over introdotto dalla Legge Fornero”. Lo ha detto ieri il
ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. L’ipotesi allo studio
secondo alcune fonti prevede uscita anticipata dal lavoro per le
donne e per quegli uomini che hanno perso il lavoro a pochi anni
dalla pensione: il Governo sta valutando la possibilità di
varare una nuova “opzione donna” per chi ha 62-63 anni di età e
35 di contributi. Il taglio all’assegno sarebbe di circa il 10%,
inferiore alla penalizzazione attuale, che prevede l’intera
pensione calcolata con il contributivo. (Fonte ANSA).

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