Controlli presso i fiumi Sele e Calore, sequestrate aziende zootecniche

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guardie_zoofileLa Capitaneria di Porto di Salerno, diretta dal C.V. Gaetano ANGORA, ha condotto una importante operazione di polizia mirata alla repressione di illeciti ambientali e paesaggistici, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Salerno. Il Nucleo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Salerno, infatti, nella giornata odierna ha condotto una complessa attività finalizzata ad ispezionare le aziende agricole e zootecniche site in prossimità dei fiumi Sele e Calore, nei territori compresi fra i Comuni di Eboli, Capaccio ed Albanella. L’operazione è stata eseguita mettendo in campo una imponente task force composta da 4 unità mobili con 15 militari della Capitaneria di Porto, l’impiego di un mezzo aereo mod. AW139 della Guardia Costiera che – per l’occasione – era schierato presso l’aeroporto civile di Grazianise, ed hanno collaborato anche volontari delle Guardie Ambientali del WWF di Salerno.

L’attenzione dei militari della Guardia Costiera si è rivolta, in particolare, alla verifica della corretta gestione dei reflui e dei rifiuti che vengono prodotti dalle citate aziende (liquali, parti palabili degli effluenti zootecnici, acque industriali di lavaggio, etc.), e ciò anche tenuto conto della loro vicinanza ai due fiumi che, dopo pochi chilometri, sfociano in mare.

Dopo un primo sorvolo delle aree, il mezzo aereo della Guardia Costiera (dotato di sofisticate apparecchiature di rilevamento, fra cui anche fotocamere termorilevanti), ha comunicato i target sensibili alle pattuglie a terra, che dalle prime ore dell’alba erano schierate in zona ed hanno operato i controlli successivi.

All’esito dei controlli operati dalla Guardia Costiera di Salerno, ultimati dopo una intensa e difficoltosa attività investigativa, sono state ispezionate ben 8 aziende dedite all’allevamento bufalino ed ovino; numerosissimi gli illeciti ambientali e paesaggistici accertati, tant’è che sono stati denunciati i titolari di 6 allevamenti, 4 intere aziende sono state sottoposte a sequestro, e sono state sottoposte a sequestro aree per complessivi 400.000 mq (400 Km quadrati), ovvero una immensa estensione agricola ricompresa fra tre Comuni, ove i rifiuti venivano illecitamente abbandonati/smaltiti e, comunque, gestiti in violazione della restrittiva normativa sull’ambiente, su di un’area grande quanto 53 campi da calcio.

Una azienda, addirittura, aveva dislocato il proprio allevamento in vari paddock posizionati su più terrazzamenti di un rilievo collinare; tutti i reflui zootecnici tracimavano dai vari terrazzamenti fino a defluire a valle, ove venivano raccolti in grandi buche ricavate direttamente nel terreno e senza alcuna protezione. Da tali fosse, poi, i reflui tracimavano e confluivano direttamente nel torrente “Cosa”, affluente del fiume Calore, dove peraltro recapitava anche il percolato derivante dallo stoccaggio del mais.

Gravissime le carenze igienico sanitarie riscontrate, inoltre, in un’altra azienda che, oltre a smaltire illecitamente i propri reflui in canali affluenti del fiume Sele, aveva una sala mungitura invasa da sporcizia e con presenza di topi; a fronte di tale gravissima situazione, i militari della Guardia Costiera hanno richiesto l’intervento della competente ASL che ha imposto l’assoluto divieto di commercializzare il latte prodotto se non prima prelevato con appositi bottini per essere preventivamente sottoposto ad un processo di pastorizzazione.

I rischi ambientali derivanti da una siffatta mortificazione delle risorse naturali sono molteplici, e vanno dalla compromissione delle risorse agricole (attraverso l’abbandono di imponenti quantità di effluenti zootecnici sul suolo, che altera la sua naturale composizione e – in particolare – i parametri dell’azoto, oltrechè la compromissione delle falde acquifere in profondità) e delle risorse naturalistiche (mediante l’immissione dei reflui industriali in canali direttamente collegati ai fiumi), il tutto anche in aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

I titolari delle aziende che sono stati denunciati dalla Capitaneria di Porto, dovranno rispondere alla Autorità Giudiziaria di gravi reati che vanno dallo smaltimento abusivo di rifiuti speciali, all’effettuazione di scarichi abusivi di acque reflue, alla modifica dello stato dei luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico, nonché ad altri reati specifici, fra cui i delitti da poco introdotti dal Legislatore con la legge di riforma in materia dell’ambiente (cd. delitti ambientali), rischiando – nei casi più gravi – la reclusione fino a sei anni e la multa fino a € 100.000. Le aziende sottoposte a sequestro dovranno ora intervenire immediatamente per eliminare tutte le condotte illecite poste in essere sotto la super visione della Procura della Repubblica e della Capitaneria di Porto di Salerno.

I militari della Guardia Costiera di Salerno, sotto il coordinamento del Comandante C.V. (CP) Gaetano ANGORA continueranno i controlli in materia ambientale, al fine di reprimere ogni attività illecita che possa compromettere la salute del suolo, del sottosuolo, dei fiumi e del mare.

 

 

 

 

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