Pastificio Amato: tensione sindacati-operai e precisazioni dell’Azienda

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Pastificio_Amato_Di_Marino«Vogliamo ricordare la grandezza del pastificio Amato e sperare che si smuovano le coscienze e le istituzioni», aveva detto ieri Giovanna Basile, segretario Flai Cgil, nel corso della conferenza stampa organizzata che ha sollevato il problema dei 90 ex lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati. Ma alcuni di quegli ex dipendenti hanno rinfacciato ai sindacati di non averli tutelati abbastanza. Accuse respinte da Ciro Marino della Uila Uil, che ha ricordato come «gli impegni non siano stati mantenuti. È mai possibile che volumi di lavoro così importanti possano essere gestiti solo da 26 lavoratori, quando prima erano 119 quello che ci lavorano? Non è escluso che questi facciano gli straordinari – ha detto Marino. Se così fosse, non sarebbe meglio utilizzare i lavoratori rimasti fuori dall’azienda?”.

Il sindacalista, poi, denuncia che i «26 lavoratori assunti da Di Martino erano iscritti ai sindacati. Ora non più. Sarà una coincidenza o un diktat aziendale?» si chiede Marino. Aniello Garone della Fai Cisl ricorda che «con l’azienda rilevata dall’imprenditore Di Martino abbiamo tentato di avere rapporti ma senza esito dal giorno dopo l’acquisizione». Intanto, la proprietà del Pastificio Antonio Amato precisa che «tutto ciò che fino ad oggi è stato attuato corrisponde a quanto prospettato al momento dell’acquisizione. L’accordo firmato con le sigle sindacali prevedeva l’assorbimento di 19 dipendenti: ne sono stati assunti 27. L’ultimo assunto risale a 3 mesi fa e appartiene anch’egli alle liste degli ex dipendenti dell’azienda.

Nel frattempo, a distanza di un anno dalla firma – si legge in una nota del gruppo Di Martino – l’azienda ha rilanciato il marchio Pasta Antonio Amato di Salerno, l’ha riproposto sul mercato e gli attuali dipendenti, tutti appartenenti alle liste, soddisfano al momento le esigenze in un regime di efficienza ed efficacia aziendale. Sia per il Pastificio che per il Mulino l’azienda sta facendo tutte le valutazioni necessarie a garantire il sito produttivo, compatibilmente con la domanda del mercato, in quanto è necessario costruire lavoro stabile e duraturo e non sistemazioni momentanee. La proprietà – conclude la nota – è aperta e disponibile al confronto con le organizzazioni sindacali, così come con tutti gli interlocutori del territorio».

Fonte LIRATV

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