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Il girone di ritorno sarà un inferno per la Salernitana

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«Stateci vicini e saremo protagonisti anche in Serie B. Con me la Salernitana non retrocederà mai più in Lega Pro». Non è passato molto tempo da simili dichiarazioni. E, visto che Lotito ci tiene spesso a sottolineare di essere persona che mantiene gli impegni, bisogna ricordare che c’è chi la parola data l’ha effettivamente mantenuta. I tifosi, presenti di media in più di 10 mila ad ogni gara casalinga e in massa anche in trasferta (soprattutto da quando anche una parte degli ultras ha deciso di tesserarsi). Al di là degli abbonamenti sottoscritti, del momento vissuto dalla squadra, delle polemiche più o meno necessarie, delle prestazioni indecenti, delle porte chiuse agli allenamenti e della posizione di classifica.

E c’è chi non può dire altrettanto: la proprietà, la dirigenza, lo staff tecnico, i calciatori, ognuno per la propria parte. 20 punti in 21 partite sono una miseria. 9 sconfitte rappresentano una mortificazione eccessiva per una piazza che non chiede la luna, sia ben chiaro, ma che ritiene di meritare di più considerato che, guardandosi attorno, non sembra esserci molto di meglio né a livello di tifo né in termini di garanzie societarie. La sconfitta di Como chiude un girone d’andata in cui la Salernitana ha vinto solo 4 partite (tutte in casa tra l’altro), una metà di stagione che ha palesato i limiti strutturali di una rosa rivoltata come un calzino negli ultimi giorni di mercato, una rosa ricca di doppioni e di giocatori sopravvalutati o non utili per il progetto tattico dell’allenatore.

Torrente, che ha la colpa di non essersi opposto in estate a questa strategia, ha l’alibi di aver lavorato costantemente in emergenza, tra infortuni e squalifiche continue (quello di Pestrin a Como è l’ottavo cartellino rosso stagionale rimediato dai granata). Allo stesso tempo il tecnico di Cetara col materiale umano a sua disposizione non ha saputo individuare un modulo base né sfruttare i punti di forza dei suoi giocatori (di qualità e di gioco non c’è assolutamente traccia). Per questo molti, forse tutti dopo la sconfitta di ieri si sarebbero aspettati esonero o dimissioni. Per il momento la società ha deciso di non decidere, anche in considerazione del fatto che Lotito è in vacanza a Cortina.

Ma nelle prossime ore la situazione potrebbe anche mutare. Nel girone di ritorno la Salernitana dovrà conquistare qualcosa come 30 punti, per farlo ci vorranno giocatori affamati, bisognerà liberarsi dei rami secchi, ma soprattutto bisognerà cambiare atteggiamento in campo (per evitare mortificazioni come quelle di Modena o di Como) e nei confronti della piazza. Se vuole mantenere la categoria, la Salernitana (proprietà, dirigenza, staff tecnico e giocatori) deve eliminare le barriere che ha frapposto tra sé e l’ambiente (porte chiuse, interviste dattiloscritte, attacchi alla stampa non servono a nulla e non portano a nulla). La Serie B è un patrimonio di tutti. E tutti insieme, ognuno per la sua parte, dobbiamo difenderla.

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