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Watchup, arriva da Salerno l’app per guardare telegiornali fatti ‘su misura’

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Continua a far parlare  l’idea di Adriano Farano, 36enne originario di Cava de’ Tirreni inventore di  Watchup l’applicazione che rilancia  il giornalismo video.

Attraverso questa app ogni utente può guardare un telegiornale fatto su misura, costruito in base alle sue preferenze, grazie a un algoritmo che aggrega i migliori contenuti delle testate più seguite e autorevoli del mondo”. Nell’idea hanno creduto Microsoft e l’università di Stanford, spiega il suo fondatoreAdriano Farano, 36enne originario di Cava de’ Tirreni. In tre anni la sua startup ha raccolto oltre 4 milioni di dollari di investimenti e negli Stati Uniti l’app ha già avuto grande successo: Google l’ha inserita tra le migliori del 2014 e tra i suoi partner ha raggiunto testate come il Wall Street Journal e il Washington Post. In Italia il debuttato in versione beta è avvenuto a gennaio dello scorso anno.

Dopo il periodo di studio nell’ateneo californiano, Adriano ha avuto la possibilità di sviluppare la sua idea dentro StartX, l’incubatore dell’università di Stanford. “Abbiamo costruito Watchup con una filosofia ben precisa: noi lo chiamiamo ‘Lasagna’, è un nuovo modo di concepire un’app fatta da strati di informazioni, proprio come nelle lasagne di mia nonna, che permettono l’accesso a diversi livelli di news, comprese quelle scritte”.

Nella startup, nata nel 2012, lavora attualmente un team di 12 persone, di cui una metà sono sviluppatori che vivono fra l’Italia e la Romania. L’applicazione nel mondo conta alcune centinaia di migliaia di iscritti, il suo utente tipo al momento è maschio, news addicted, ed è under 40. Ma presto raggiungerà un target più vasto grazie alla partnership con Tribune Media, gruppo che conta oltre 40 canali di tv locali negli Usa. Le prime tre città nelle quali sarà disponibile da marzo il nuovo servizio saranno Chicago, New York e Los Angeles.
Watchup è gratuita ed è disponibile per Android, iOS e Amazon. Il guadagno per la startup arriva dalla pubblicità video, da pre roll e native advertising. “Abbiamo la possibilità di tracciare in maniera anonima il consumo video degli utenti e in base a questo di proporre loro i video di inserzionisti che possono ritenere interessanti”.

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