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Perché i tempi stanno cambiando (il nuovo libro di Ignazio Visco) di Angelo Giubileo

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A dicembre 2015, in edizione per il Mulino, è uscita una raccolta di quattro interventi, aggiornati, del Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, con il titolo Perché i tempi stanno cambiando. L’ordine sistematico dell’indice del libro racchiude quattro capitoli, in successione così titolati: 1) “Perché i tempi stanno cambiando …” 2) Economia e finanza dopo la crisi 3) Crisi dei debiti sovrani e integrazione europea 4) le imprese e il ruolo dell’azione pubblica oggi in Italia.

Il libro è di agevole lettura e comprensione, a dispetto della materia e dei temi e argomenti trattati; e quindi contrariamente a ciò che in proposito comunemente si pensa. Tanto che, maliziosamente, si potrebbe pensare anche a un manifesto politico, incentrato comunque su una vision di crescita – che si contrappone, a mio personale giudizio, in tutta evidenza a un’altra cosiddetta di “decrescita”, e tuttavia ritenuta sia l’una che l’altra, s’intende ciascuna per proprio conto -, felice.

Il primo intervento, oggetto del primo capitolo, ed anche il più recente, è stato tenuto dal Governatore in occasione della XXX Lettura del Mulino, a Bologna, il 18 ottobre u.s. In apertura, Visco distingue, quasi scolasticamente, tra “sviluppo” e “crescita”, precisando tuttavia opportunamente che la crescitaè riferita alla produzione dei beni e dei servizi scambiati nei mercati” e pertanto essa è soltanto “una componente del benessere economico e sociale”, che attiene viceversa all’intero sviluppo di una comunità.

Tanto premesso, il quadro di analisi rappresenta una situazione storica in costante e continuo mutamento, a partire dalla rivoluzione industriale della seconda metà del Settecento e fino al presente, attraverso un’accelerazione “esponenziale” della crescita così come registrata negli ultimi cinquant’anni. Mediante dati assolutamente inequivocabili, che attestano la positività di “questi grandi cambiamenti”, in uno spazio divenuto globale. I dati emergono, infatti, da ogni tipo di analisi, che sia demografica o anche reddituale. Il processo, meglio direi i processi, come ribadisce Visco, “non è lineare, eppure non casuale”. E quindi, occorre comunque saper discernere.

Angelo Giubileo

(Prima parte – continua)

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