Ripartimento fondi cultura: De Luca mette a confronto San Carlo e Verdi

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Teatro_Verdi_SalernoIl Presidente della Regione Campania, nel corso di conferenza stampa durante la quale ha presentato il piano di interventi strategici perla città di Napoli, ha aperto una parentesi sul ripartimento dei fondi destinanti alla cultura portando come termine di paragone il Teatro San Carlo ed il Teatro Verdi di Salerno. A Palazzo Santa Lucia il Governatore ha snocciolato alcuni numeri sui contributi regionali destinati in questi anni alla cultura facendo un raffronto di ieri e di oggi non senza qualche ironia:

«Per correttezza di informazione intendo leggere la serie storica dei finanziamenti regionali prendendo come esempio un teatro a caso, il Municipale di Salerno: nel 2012 destinati 16 milioni e 700 mila euro al San Carlo e 390 mila euro al Verdi; nel 2013 altri 16 milioni sempre per il San Carlo e 318 mila per il Verdi e così via. Nell’ultima riunione del Consiglio Regionale sapete che abbiamo approvato una legge che prevede un finanziamento di 1 milione e mezzo l’anno per il Teatro Verdi. Ci parrebbe il minimo di decenza istituzionale. Lo dico perché qualcuno ha confuso i numeri, lo stesso che non riesce a leggere i numeri arabi per questo intendiamo aiutarlo nel suo lavoro…»

Non mancheranno anche contributi ad altri teatri cittadini: 1,8 per il Mercadante ed 1 milione di euro che sarà destinato alla ristrutturazione del Teatro Trianon di Forcella.

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2 COMMENTI

  1. e nel concetto di cultura vanno inseriti i teatri, i cinema, le librerie, le biblioteche, le sale multimediali, le scuole, tutti gli spazi delle scuole non utilizzti o peggio, a rischio crollo, le sale parrocchiali. Pensate solo a cosa potrebbe venir fuori dai laboratori di elettronica, con i bambini delle elementari impegnati a costruire i propri giocattoli…Nasce lì la cultura del lavoro, di come occupare il proprio tempo, di come rispettare il prossimo. Altrove, in Italia, sta funzionando, può funzionare anche da noi. Se non interagiscono questi soggetti culturali, non cresce la famiglia, non cresce il senso civico, non cresce l’educazione per le istituzioni. E se non crescono, anzi, crollano questi valori poi nessuno ha il diritto di meravigliarsi, di scandalizzarsi, di piangere. Pure quando ero ragazzo io (50) i miei genitori non se la passavano bene…i miei come quasi tutti quelli che conoscevo…parlo degli anni settanta, della crisi petrolifera, delle targhe alterne, delle auto ferme la domenica, delle cento lire di carta, dei panni che in famiglia si passavano uno con l’altro, delle scarpe che se le consumavi per il pallone a casa prendevi pure il resto … delle zuppe di latte la mattina e qualche volta pure la sera….della televisione in bianco e nero e due canali ! Ma nessuno si permetteva di mancare di rispetto all’adulto di riferimento, all’insegnante, al vigile, al carabiniere, al negoziante, al prete… E quando c’era il guappetiello di cartone che si metteva in luce, ( e ce n’erano pure allora…!) gli altri ragazzi PARLAVANO E SI DIFENDEVANO….!!! E gli adulti intervenivano. Il delinquente di turno camminava sotto al muro…non ci teneva a farsi conoscere…. Oggi invece il quadro si è rovesciato, la merda è diventata cioccolata, e molti di noi girano lo sguardo dall’altro lato. Tuto è dovuto, non si dice no a niente e non si distingue più l’utile dal superfluo. Il rispetto è quello che manca. E la merda prende il sopravvento (non sempre, ma spesso).

    cavalluccio di mare

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